Palermo, sei questo. E sembra troppo tardi per sperare in un cambiamento

Palermo,  sei questo. E sembra troppo tardi per sperare in un cambiamento

Terminata la 35esima partita di campionato, alla fine si avverte quasi la sensazione di doverci tutti quanti arrendere alla realtà dei fatti: il Palermo è esattamente questa squadra qui, strordinariamente discontinua, in gravissima difficoltà nei secondi tempi e soprattutto mai capace di rimontare una singola partita ma capace adesso di perdere delle partite quando va in vantaggio.

Semplicemente, il Palermo non sa rientrare con forza nei secondi tempi e di recente è successo in tutte le occasioni, anche quando ha vinto. Si pensi alla seconda frazione di Salerno o al black-out contro il Sassuolo, per non parlare della terribile disfatta contro la Cremonese, dei secondi 45' abulici di Bari e - dulcis in fundo - della gara contro il Sudtirol. Probabilmente, il secondo tempo di ieri rappresenta il momento più basso della stagione del Palermo: mai come ieri la squadra ha smesso di giocare, di provarci, di crederci. E a tre giornate dalla fine il tutto stona parecchio, specie dopo una stagione tutt'altro che positiva.

Eppure succede, succede tutte le volte e non potrà essere più un caso. Ne siamo certi, anche ieri dentro gli spogliatoi a fine primo tempo più di qualcuno avrà detto "Non questa volta, è già successo, facciamo che non ricapiti". Eppure, pronti via, il Palermo non è più lo stesso. Non aggredisce, tende ad accontentarsi, non fa quella corsa in più, anzi spesso corre molto meno del dovuto, qualcuno talvolta trotterella, dimentica il colore della casacca dei compagni, dimentica le marcature, dimentica quasi di essere in campo.

E l'aggravante è che al contrario non succede mai, perché se è il Palermo ad andare sotto poi non rimonta mai, lo dicono i numeri: quattordici volte in svantaggio e ben 11 sconfitte e solo 3 pareggi, due dei quali - entrambi contro la Sampdoria - maturati già nel primo tempo e uno soltanto nel secondo tempo contro il Cosenza (entrambe le squadre sono anche in zona retrocessione, pertanto trovare il pareggio non dovrebbe fare notizia). Arrendevolezza da un lato e scarsa attitudine alla lotta dall'altro. Il risultato finale è fin qui un mezzo disastro e soltanto un finale di stagione di una squadra che provi quantomeno a crederci farebbe sì che non si possa parlare di un disastro completo.

Il messaggio non cambia: non è più il tempo delle scuse, delle assenze, del caldo, della partita il giovedì. Tutto è nella testa e il Palermo fin qui ne ha avuta molta poca.