Da oggetto misterioso a 'Brohgba': la crescita di Broh
La trasformazione psicofisica-tattica-mentale di Jeremie Broh è qualcosa che ha sconvolto, nella accezione più positiva del termine, l'intera piazza palermitana. Un giocatore arrivato due anni fa con le premesse d'essere un ottimo centrocampista per la Serie C, con una discreta esperienza anche nella categoria superiore. Suo malgrado, però, la prima esperienza in rosanero non andò affatto bene.
Sarà stato per questo che Broh, nell'indifferenza generale, è stato ceduto al Sudtirol la scorsa estate. Una squadra, quella guidata da Ivan Javorcic - storico collaboratore di Ivan Juric e oggi tecnico del Venezia - che partiva con ambizioni da play-off ma con la serenità di non essere condannato a vincere come nel caso, ad esempio, del Padova a cui clamorosamente strappò la promozione diretta in un entusiasmante duello che si è protratto fino alle u-ltime giornate. Ebbene, in quel Sudtirol Broh è sbocciato, mezzala nel 4-3-2-1 a sinistra con compiti di offendere quando gli spazi lo permettevano. Risu-ltato? 36 presenze nel girone A di Serie C con ben 4 gol.
Sembrava l'inizio di una lunga storia d'amore tra i tirolesi e l'ex Cosenza, ma poi è successo qualcosa: Ivan Javoric va a Venezia, arriva l'ex Palermo Lamberto Zau-li - che dirà addio dopo qualche settimana - ed inspiegabilmente Broh non viene riscattato. Torna a Palermo, tra l'indifferenza generale di chi sa che potrebbe essere solo di passaggio.
Nel frattempo scoppia il caso Baldini, il tecnico di Massa Carrara e il ds Renzo Castagnini si dimettono e l'allenatore ad interim Stefano Di Benedetto lo lancia in mediana nel 4-2-3-1 assieme al futuro ex capitano Ciccio De Rose. Manco a dirlo, è tra i migliori in campo contro la Reggiana: aperture chilometriche, fisicità a gogo, tanta grinta e personalità nel portare il pallone. Si conferma anche nel successivo turno in Coppa Italia col Torino e anche alla prima in campionato, vittoriosa, al Barbera contro il Perugia.
E' nel pareggio di Bari, però, che Broh mette in mostra tutto il meglio del suo repertorio: un paio di strappi palla al piede dalla sua area fino alla trequarti avversaria, con gli avversari che non riescono nemmeno a stargli dietro. Mai un pallone buttato, sempre pericoloso negli inserimenti senza palla. Ed è qui che anche i media nazionali si accorgono di questo ragazzo, della sua esplosione un po' inaspettata. Adesso, per Broh, non solo la conferma appare pressoché scontata - occhio però, le vie del mercato sono infinite - ma anche la titolarità nel futuro 4-3-3 di Eugenio Corini non sembra poter essere messa in discussione. Perché va bene Stu-lac, va bene Segre, andrà bene anche se sarà Saric o se sarà Bisoli il terzo centrocampista ad arrivare, ma questo Broh si è trasformato da possibile incompiuto al già viralissimo sui social "Brohgba". Meme dell'anno a tema Palermo, neanche a dirlo. Non ispirato a Drogba, ma a Pau-l Pogba con cui condivide il ruolo.
Si scherza, si ironizza come è giusto che sia in un clima di festa come quello del Palermo attuale, ma una cosa è certa: se Jeremie Broh continuasse a confermare queste prestazioni, la sua ascesa potrebbe essere una delle note più liete di tutto il campionato rosanero, con un giocatore che - come abbiamo detto più volte in diretta - ricorda a tratti il primo Franck Kessie visto a Cesena.
Redazione