Chimenti: «La mia prima volta alla Favorita, fu bicicletta»
Quell'esordio davanti 40 mila tifosi
A tutti quelli che hanno vissuto le vicende del Palermo della fine degli anni '70 siamo sicuri di regalare tanta emozione nel leggere che il protagonista di oggi della nostra rubrica è Vito Chimenti, un centravanti che ha lasciato un segno indelebile nei ricordi dei tifosi della squadra rosanero per la sua qualità e soprattutto per l'attaccamento alla maglia, collezionando complessivamente in due stagioni 74 presenze e 29 reti.
Nato a Bari il 9 Dicembre 1953, giunse al Palermo dal Matera, voluto a tutti costi dall'allora neo allenatore dei rosa Nando Veneranda, anche lui proveniente dalla città dei sassi.
Vito Chimenti divenne celebre per “la bicicletta”, un particolare modo di alzare il pallone con il tacco da dietro scavalcando l'avversario davanti, e infatti viene ricordato come il bomber della bicicletta.
Il suo debutto nel Palermo avvenne il 28 Agosto del 1977 in Coppa Italia contro il Napoli: la squadra rosanero perse 3-2, ma sotto gli occhi dei tifosi della vecchia Favorita, pienissima quel giorno, non passò inosservata la prestazione del centravanti pugliese autore di una doppietta e di giocate, bicicletta compresa, che fecero ammattire i fortissimi difensori partenopei.
E' proprio quella gara che Vito sceglie per la nostra rubrica “La partita del cuore”, pur avendo giocato e segnato nella finale di Coppa Italia che i rosa disputarono il 20 Giugno 1979 a Napoli contro la Juventus.
«Quel giorno faceva un caldo tremendo – ha ricordato ai microfoni di ForzaPalermo.it - eppure allo stadio c'erano 40 mila tifosi e vedendo quella gente fu emozionante per me che venivo dalla C1 dove al massimo ero abituato a giocare davanti a tremila persone. Uscendo dal tunnel mi resi conto che non potevo sbagliare. Tutta quella gente mi trasmise una carica incredibile e infatti feci una grande gara, fu quello il mio primo impatto con l'ambiente palermitano.
Incontravamo il grande Napoli di Beppe Salvodi che era stato acquistato dal presidente Ferlaino per la cifra record, allora, di un miliardo di lire, eppure disputammo una grande gara. Meritavamo di vincere.
Andammo in vantaggio due volte con il sottoscritto - ha raccontato emozionato Chimenti - ma alla fine la maggiore qualità del Napoli fece la differenza. Proprio quel giorno mostrai al pubblico palermitano la bicicletta: ricordo che la feci a Catellani, forte difensore del Napoli, vicino la bandierina del calcio d'angolo sotto la curva lato Palermo.
Lui, come me, non ha mai dimenticato quell'azione - ha continuato divertito Vito - e per parecchi anni ogni volta che ci incontravamo sia in campo sia al calciomercato a Milano, ricordando l'episodio, ridendo mi mandava a quel paese.
Quella era una squadra giovane formata da sette giocatori su undici che venivano dalla C1 - ha ammesso l'ex centravanti rosa - tuttavia avrebbe meritato la promozione in serie A che per una serie di sfortunate circostanze non ha raggiunto, ma resta il ricordo di aver fatto una grande stagione. Andavamo in giro per i campi d'Italia a lottare in ogni partita e difendere con orgoglio i colori rosanero con umiltà e dignità.
La società non navigava nell'oro - ha concluso Chimenti - ma, seppur in ritardo, sapevamo che gli stipendi venivano regolarmente pagati perche a garanzia di ciò c'era una persona meravigliosa che per me è stato come un padre: il presidentissimo Renzo Barbera».
Redazione