Adesso tocca alla proprietà: ricompattare il Palermo, o saranno guai

Adesso tocca alla proprietà: ricompattare il Palermo, o saranno guai

Sono ripresi ieri a Torretta gli allenamenti del Palermo. A guidare i rosanero, dopo 48 ore di incertezza, colloqui, riflessioni, call, c'era ancora Alessio Dionisi.
Un epilogo difficile da immaginare quando già domenica sera l'ipotesi di esonero del tecnico toscano ha cominciato a serpeggiare. Soprattutto una scelta che lascia parecchi interrogativi sul futuro prossimo del Palermo, nono in classifica ad un punto dalla griglia playoff e non ancora aritmeticamente salvo.


Il dubbio che più lascia perplessi oggi è relativo proprio alla posizione di Dionisi, ai rapporti di forza e alla condizione di fiducia su cui l'allenatore del Palermo può fare affidamento.
Virtualmente esonerato dalla società, che per due giorni ha infatti cercato un sostituto, del tutto sfiduciato dalla piazza, l'auspicio è che, quantomeno, Dionisi abbia del tutto in pugno la sua squadra, condizione senza la quale il rischio di una caduta fragorosa non è così lontano.
La Serie B è una categoria spesso indecifrabile, in cui la zona grigia di metà classifica, là dove anche quest'anno gravitano parecchie squadre racchiuse in non più di 7-8 punti, può riservare anche spiacevoli sorprese. Allora va da sé che diventa decisivo arrivare al rush finale nelle migliori condizioni mentali e fisiche, o almeno poter contare su un gruppo solido e affiatato, a partire proprio dal rapporto con la guida tecnica.


Si può immaginare – certamente sperare – che la prevista visita dei vertici del CFG a Palermo sia indirizzata esattamente a questo: la proprietà ha fatto un errore di non poco conto, ha esposto – volente o nolente – il proprio allenatore come mai era successo prima, nemmeno con Corini un anno fa, e oggi ha il dovere di riabilitarlo con grande forza e persuasiva convinzione agli occhi della squadra e, indirettamente, della piazza. Anche perché le parole del direttore sportivo Osti, ieri a Italpress, da questo punto di vista non hanno lasciato il segno.


Fare quadrato, allora, stringere i bulloni lenti della panchina di Alessio Dionisi, compattare la squadra, e pensare all'unico obiettivo rimasto.
In quest'ordine: conquistare nel più breve tempo possibile quota 43-44 punti per scacciare ogni fantasma, poi puntare ai 50-52 che oggi le proiezioni indicano come punteggio minimo per accedere ai playoff.