Un saluto al Gallo, è stato bravo
Un beniamino cambia maglia dopo due stagioni ricche di gol importanti e belle sorprese. E' stato un giocatore utilissimo.
E' giusto che si parli di Djurdjevic e di Gilardino, è giusto che si guardi avanti, però un bel saluto al Gallo Belotti io lo voglio fare. Mi ha fatto divertire (e vincere). In serie B dieci gol, bellissimi e preziosissimi, quasi tutti decisivi. Fu certamente tra i principali protagonisti del record di punti conquistato dalla squadra. Era lui il beniamino dei fans, più di Vazquez e più di Dybala. Aveva sorpreso tutti per tempestività, prolificità e combattività. Non era titolare ma era il giocatore più importante. Suonava la carica, trascinava e determinava. Gol di testa, di piede, da dentro e da fuori l'area. Ricordate? Un portento.
In serie A ha giocato trentotto partite (solo nove da titolare, parecchie volte, invece, è stato in campo pochi minuti). Sei gol e anche i primi inequivocabili segnali: non trova lo spazio che cerca.
Belotti non ha scritto la storia rosanero, non è un campione, non ha legato il suo nome a vittorie epiche ma ci ha messo testa, cuore e gambe in tutto quel che ha prodotto per la nostra causa. A me faceva tanta simpatia, l'ho apprezzato. E non mi soffermerei sul fatto che abbia chiesto un aumento dell'ingaggio: è la legge del mercato (e dei meriti).
Belotti non gioca più nel Palermo, eppure quando lo ritroverò con una maglia diversa da quella rosanero avrò comunque un sentimento di simpatia nei suoi confronti. E' stato utile al Palermo.
Redazione