Ranocchia, rialzati: il Palermo ha bisogno di te
È il calciatore del Palermo che ha collezionato più minuti in campionato (2.162). E quello che ha fornito più assist vincenti ai compagni (7). Ma non basta.
Se ti chiami Filippo Ranocchia e gli dei del calcio ti hanno regalato un talento che spicca tra gli altri in questa categoria, ciò che ti è richiesto è più del 6 in pagella.
Il 10 rosanero – già la scelta del numero di maglia è un'investitura non da poco – è stato certamente prezioso in questa stagione soprattutto sulle palle inattive, situazione di gioco che ha spesso tolto le castagne dal fuoco alla squadra di Alessio Dionisi: due assist, da calcio di punizione, contro il SudTirol per le teste di Baniya e Diakité; uno, da corner, per Le Douaron in trasferta contro il Sassuolo; in casa contro il Modena due assist su azione: il primo, di destro, per Brunori, l'altro, col mancino, per Le Douaron; ancora a Reggio, ma contro la Reggiana, passaggio vincente per Ceccaroni, di nuovo su azione; infine in casa, nella roboante vittoria contro il Sassuolo, da corner per la testa di Pohjanpalo.
Non si discutono, insomma, le qualità di piede del centrocampista ex Empoli.
Anche per questo, probabilmente, Dionisi ha ritagliato per Ranocchia il ruolo di playmaker: visione, geometria e tecnica di passaggio ne fanno un interprete adeguato al compito.
Cosa manca, dunque?
Alle pur eccellenti caratteristiche appena elencate, in una categoria esigente dal punto di vista fisico come la Serie B, va aggiunta quell'intensità che nei momenti di battaglia in mezzo al campo diventa una conditio sine qua non.
Anche per questo nell'ultimo mese, complice il rientro di Alexis Blin tra i calciatori disponibili, il numero 10 rosanero ha visto calare vertiginosamente il suo impiego tra i titolari: panchina contro il Brescia, appena 11 minuti contro Cremonese e Sassuolo e 22' contro la Salernitana; titolare contro la Sampdoria e a Bari, per via dell'assenza di Ceccaroni e l'arretramento tra i centrali difensivi di Blin.
Ma si è appena entrati nell'ultimo decisivo mese di questo campionato. Il Palermo non è ancora certo di un posto in classifica che garantisca la propria partecipazione ai playoff e l'altalena di risultati continua imperitura e costante da inizio stagione.
È innegabile che l'apporto di un giocatore come Filippo Ranocchia diventi così indispensabile per raggiungere l'obiettivo: che sia dal 1' o a partita in corso, oggi più che mai diventa necessario che il 10 rosanero riacquisisca lucidità mentale e fisica, che riveda in loop la prestazione opaca, ad esser buoni, offerta contro il Bari per scongiurarla, cancellarla, evitarla ad ogni costo nelle ultime cinque e – si spera – più partite che restano da disputare.
Del resto, se è vero che il Palermo ha bisogno di Ranocchia, altrettanto vero è che Ranocchia ha bisogno del Palermo. “Pippo” compirà 24 anni il prossimo 14 maggio: non è più un giovane di belle speranze e questa maglia, questa città, con le sue pressioni e ambizioni, può o deve essere il terreno fertile in cui sbocciare una volte per tutte.
Manuel Mannino