Niccolò Pierozzi, il simbolo del progetto Inzaghi

Niccolò Pierozzi, il simbolo del progetto Inzaghi

Il calcio vive spesso di incastri e combinazioni armoniose. Un calciatore può girovagare a lungo prima di adattarsi a un ambiente che gli sia affine, oppure un allenatore può avere semplicemente bisogno di aderire a un progetto societario in cui poter applicare i propri principi di gioco. In altre circostanze, invece, si realizza un intreccio perfetto tra calciatore e allenatore, che genera nel primo un rendimento straordinario, spesso irripetibile, oltre che un legame di stima e gratitudine destinato a resistere nel tempo.

Niccolò Pierozzi e mister Pippo Inzaghi corrispondono certamente a questa descrizione, fin dai tempi della Reggina, quando il terzino fiorentino, allora 21enne, debuttò in Serie B. Inzaghi intuì subito il potenziale del ragazzo, che divenne una delle punte di diamante della squadra amaranto; in un contesto spinoso sul piano societario, ma stimolante sul campo, Pierozzi si mise in mostra grazie alle sue fiammeggianti discese sulla fascia e a 4 gol realizzati in quel campionato, forgiando una connessione professionale e affettiva che rappresentò, per qualche anno, l'apice della sua espressione calcistica.

Questo fino allo scorso luglio, quando il destino ha finito per ricongiungere i percorsi dei due sotto la bandiera rosanero. Niccolò e mister Superpippo, la rappresentazione ideale della sintonia tra due animi sportivi, in uno scambio reciproco che arricchisce entrambi. In un istante la prima annata palermitana di Pierozzi, sfortunata, scarica, complicata, è stata del tutto accantonata, spalancando le porte a una rigenerazione prodigiosa.

11 presenze su 11 giornate di campionato, 4 reti e 2 assist messi a referto, un contributo complessivo a 6 marcature di squadra che lo rende tra i calciatori piu incisivi della Serie B, dietro a Pohjanpalo e Gliozzi, a quota 7. Nel Palermo di Pippo Inzaghi il numero 27 rappresenta un fattore cruciale, forse sacrificato nella parentesi da braccetto di destra, ma che, rinvigorito nel fisico e nella mente, assolve la funzione di vero propulsore nel meccanismo d'insieme. Una riscossa personale che il Palermo potrà godersi con sempre maggior guadagno, e che nel 5-0 al Pescara ha sprigionato un entusiasmo genuino, raccontato dal sorriso dipinto sul viso di Niccolò in ogni scatto. Da quel sorriso e dall'esultanza in corsa verso Inzaghi, come a voler sottolineare che potrà essere quel tipo di scintilla la chiave per un Palermo divertente, battagliero ed emozionante.