«Leghe devono essere a 18 squadre, il resto è calcio sociale»
L'avvocato Claudio Pasqualin, procuratore ed esperto in diritto sportivo, dopo l'evento de La Marsa, ha parlato con i giornalisti del caos serie B, del format del campionato cadetto e della corsa alla presidenza della Figc:
CAOS SERIE B
«È sicuramente un caos inedito. Io prima evocavo, con degli amici, i tempi nei quali il presidente della Corte d'appello federale, che era il terzo dei tre inevitabili ed unici gradi di giudizio, Vigorito sentenziava e la cosa finiva lì. Adesso tra Tribunali Amministrativi, Tribunali Arbitrali di Losanna e chi più ne ha più ne metta nonché l'intervento della politica c'è un colpevole, ed evidentemente a Roma la Figc ha altri problemi se non quello di organizzare i campionati di calcio, anzitutto rivedendo il format indipendentemente da quello che decideranno i tribunali, e porre un limite all'imperante esterofilia perché non se ne può più di questi stranieri, alle volte anche poco meritevoli, che occupano i posti dei nostri calciatori italiani».
I FORMAT
«Colta l'occasione per la B a 20 squadre? Si, è stata colta l'occasione perché c'è la tendenza, e questa è corretta, a ridurre l'area professionistica. Rivendico il diritto di poter dire, da libero pensatore, che la serie A dovrebbe essere a 18 squadre, la serie B sempre a 18 squadre e che la serie C si può permettere due gironi di 18 squadre. Calcio professionistico e calcio spettacolo, finisce qui, il resto è calcio sociale. Ho letto che Gravina tende a reintrodurre il semi-professionismo, che negli anni dell'Associazione Calciatori di cui ero direttore generale combattevamo aspramente, ma è un'ipotesi da approfondire e da valutare. Certo è che se non si parte da quello, se si ha paura, non se ne viene più a capo a scapito di quello che un tempo era il campionato più bello del mondo».
CASI ENTELLA E CATANIA
«Io vivo a Vicenza e ho vissuto ripescaggi, il recupero, un paio di salvataggi e francamente ho smesso di interessarmi a queste cose perché mi sono un po' stufato. So che l'Entella più che la Pro Vercelli fanno ricorsi a destra e a manca, ma pur essendo un addetto ai lavori mi rifiuto di approfondire l'argomento perché preso da un certo qual senso di nausea».
PRESIDENTE FEDERALE
«Gravina Presidente? Non so se Gravina ha il sufficiente appeal, certo ha una indiscussa esperienza di corridoi federali, ha ricoperto incarichi di responsabilità alla lega di serie C e in ogni caso credo che sia una persona perbene, però ho l'impressione oggi, in queste ore, vedendo spuntare il nome di Moratti per esempio, che ci siano autorevoli pensatori, che dovranno poi votare, che non lo vedono tanto, e credo che qualcosa di nuovo fino all'ultimo, da qui fino al 22 ottobre, possa spuntare».
LINEA GIOVANE
«Nessun giovane alla presidenza? Il mio rammarico è che non ci sia Del Piero perché mi ero preso la briga, un paio d'annetti fa, di telefonargli a Los Angeles e dirgli: "Alex c'è bisogno di te, devi fare il presidente federale, passi attraverso l'associazione calciatori, credo che Tommasi ti ceda volentieri il passo, e ti candidi in contrapposizione a Tavecchio". Ale ci pensò e poi cortesemente rifiutò dicendo che la sua vita ormai era un'altra, stava a Los Angeles, aveva il suo rapporto con Sky e le sue venute in Italia erano in virtù di questo contratto, e che fare il presidente federale era piuttosto impegnativo. Io personalmente pensavo e penso che ci vorrebbe un personaggio così per cambiare le cose».
Redazione