Palermo-Spezia, le pagelle: Ranocchia guida i rosa, Joronen salva. Le Douaron, palo e tanta confusione

Il Palermo sigilla il quarto posto in classifica battendo lo spezia. La squadra rosanero guidata da Inzaghi guadagna la quinta vittoria casalinga consecutiva ed il quinto clean sheet di fila al Barbera

Palermo-Spezia, le pagelle: Ranocchia guida i rosa, Joronen salva. Le Douaron, palo e tanta confusione

La vittoria per 1-0 del Palermo sullo Spezia chiude la 20ª giornata di Serie B. Alla squadra rosanero basta il gol di Segre dopo soli 10" dal fischio d'inizio per chiudere la pratica “aquilotti”. Di seguito i voti alla formazione guidata da mister Inzaghi (oggi in tribuna per squalifica), dopo il successo contro la squadra ligure allenata da Donadoni. Brilla Ranocchia, che Inzaghi sembra aver rimesso a lucido, si conferma “Super Joronen”, mentre Le Douaron continua a non convincere (tranne che il mister):

Joronen 7,5 – Decisivo in un paio di circostanze, il portiere finlandese è un vero valore aggiunto tra i pali della porta rosanero. Esperienza, sostanza e agilità gli consentono di essere sul podio dei migliori di questa gara. Una sua parata sull’ex Soleri è determinante, ma non è soltanto questo l’intervento che salva il risultato;

Bereszynski 6 – Il polacco vince il ballottaggio con il suo connazionale e guadagna una maglia da titolare. Appare poco dinamico, ma l’esperienza ammortizza la poca lucidità dimostrata in giornata. Con ogni probabilità il mister lo sostituisce solo perché al 54’ rimedia un giallo;
Peda (dal 58’) 6 – Entra in partita dividendosi quasi il minutaggio di gara con l’altro polacco con il quale era in ballottaggio. Appare più scattante e attento del suo connazionale;

Bani 7 – L’ex Genoa si conferma il pilastro della retroguardia rosanero. Monitora e muove i fili dell’intero reparto con maestria ed esperienza. Il palo gli nega la gioia del gol, rete che avrebbe suggellato l’ennesima prestazione di livello;

Veroli 6 – Prestazione serena. Forse gli manca un pizzico di cattiveria e malizia in più, ma Inzaghi può contare su un sostituto di tutto rispetto quando Ceccaroni non è al meglio della condizione fisica;
Ceccaroni (dal 46’) 6,5 – Inzaghi in conferenza indica che il 32 non si è allenato per due giorni a causa della febbre, ma la gara disputata dall’ex Venezia sembra la solita, di qualità. Cuore, grinta e determinazione gli permettono di disputare una metà gara di livello, sfiorando anche un gol di testa sul finale del match, che solo la reattività di Radunovic gli nega;

Pierozzi 7 – Se dicessimo che si tratta di un giocatore ritrovato, non faremmo altro che ripetere quanto indicato nelle scorse settimane. Invece, il numero 27 rosanero è un’assoluta conferma, che indica quanto questo calciatore avesse patito gli infortuni e, forse, la poca considerazione del passato. Pedina fondamentale di mister Inzaghi, Pierozzi è sempre imprevedibile sulla fascia, rendendosi anche pericoloso in zona gol. La rete la sfiora anche, ma nelle due ravvicinate circostanze non è fortunato sotto porta;

Segre 7 – Gli bastano 10" per siglare il gol che vale il successo alla squadra rosanero. Il vice capitano continua a essere un elemento portante di questa squadra. Potrebbe essere ancora più decisivo se, in alcuni frangenti di gara, non perdesse lucidità, ma nei momenti chiave della partita è un pilastro sul quale contare;

Ranocchia 7,5 – Da diverse gare appare in costante crescita. La cura Inzaghi giova visibilmente al numero 10, che ha preso le chiavi del centrocampo rosanero per guidarne la manovra. L’ex Juventus è entrato a pieno nel ruolo che in passato altri tecnici avrebbero voluto cucirgli addosso, ma sul quale riesce a performare solo grazie alle indicazioni e alla perseveranza del tecnico piacentino;

Augello 6,5 – Oggi si è rivisto l’esterno a tutta fascia che da un paio di settimane mancava all’appello. Corsa, velocità, attenzione anche in fase difensiva. Il numero 3 corre sulla sua corsia e mette un paio di palloni interessanti all’interno dell’area dello Spezia; su uno di questi Le Douaron colpisce il palo;

Palumbo 6 – A scuola gli insegnanti spesso dicevano: “Il ragazzo potrebbe fare di più”. C’è qualità, classe e stoffa da vendere, ma il Palumbo di Modena sembra ancora lontano. Incisivo, ma non ancora determinante al 100%;
Gomes (dal 77’) 6,5 – Oggi si è rivisto il numero 6 rosanero che corre in lungo e in largo, spaccando le linee mediane delle squadre avversarie grazie a dinamismo e dribbling fulmineo. Quando il Palermo perde vigore a centrocampo, Inzaghi lo capisce e lo chiama in causa perché il numero 6 dona quantità e vigore alla mediana, creando anche superiorità numerica in chiave offensiva;

Gyasi 6 – Il suo schieramento dal 1’ è un’investitura importante dopo una lunga assenza per infortunio. Il ragazzo ghanese, ma nato a Palermo, ha necessità di riprendere forma fisica e minutaggio, che a inizio campionato Inzaghi gli aveva concesso. Ingenuo in occasione dell’ammonizione rimediata al 40’, giallo che, conoscendo il mister, gli costa la successiva sostituzione, ma il numero 11 resta una freccia in più all’arco di Inzaghi;
Le Douaron (dal 46’) 5,5 – Indubbiamente c’è tanto cuore, ma perché…? Perché così poco lucido? Perché così leggero e confusionario? Perché non contare sulla semplicità quando davanti si palesano alcune difficoltà? Il francese ha una palla gol importante ed è anche sfortunato quando, di testa, colpisce la traversa, ma potrebbe sempre fare meglio se solo puntasse alla facilità. La fiducia di Inzaghi per il numero 21 sembra incondizionata, ma l’ex Brest dovrebbe anche mostrare qualche passo in avanti dopo oltre un anno che milita nel campionato italiano;

Pohjanpalo 6,5 – Il Doge è sempre al centro delle azioni d’attacco. Primi 45’ di sacrificio puro, e il gol di Segre è servito su un piatto d’oro proprio dal finlandese. C’è tutta la sua esperienza nella gara in sordina che disputa. Se non segna, permette ai propri compagni di andare in gol, tiene alta la squadra e crea azioni di alta classe calcistica, come quando nel primo tempo allarga da sinistra verso destra una palla illuminante per Pierozzi, che purtroppo i rosa non sfruttano a dovere. Se il gol gli manca, forse è solo perché proprio il numero 27 gli toglie una palla importante da battere in rete. Che non segni da due gare consecutive poco importa: tanto il 20 è sempre al centro delle azioni da gol rosanero;
Corona (dall’85’) 6 – Il palermitano ha finalmente una ghiotta chance per mettersi in luce e ripaga Inzaghi per la fiducia concessagli. Il mister gli affida l’attacco per dodici minuti intensi, durante i quali, appena entrato in campo, guadagna un calcio d’angolo, incitando il pubblico presente al Barbera. Lotta e difende palla, facendo a sportellate con i difensori avversari. Inzaghi in conferenza stampa ne tesse le lodi, tracciando la strada che vorrebbe percorresse il numero 31: “Mi piacerebbe se Giacomo restasse in rosanero, la sua sfortuna è solo avere un Pohjanpalo così”, un chiaro attestato di stima e un messaggio in ottica calciomercato.