Palermo, non è solo corsa e atteggiamento. La squadra non riesce a imporsi sull'avversario
Non era il Palermo abulico di Catanzaro e neppure il Palermo compassato di Castellammare di Stabia, eppure la squadra osservata a Chiavari contro la Virtus Entella non ha avuto la forza neppure per provare a vincere la partita.
L'undici di Inzaghi ha disputato un primo tempo tutto sommato ordinato - almeno fino al 44' - con alcuni sussulti offensivi e diverse iniziative, ma è stato fin troppo poco per impensierire la difesa guidata da Colombi, Marconi e Tiritiello. Alcune immagini del match sono apparse particolarmente emblematiche: spesso il Palermo si è trovato costretto a tornare più volte dalle parti di Joronen, poiché - a causa di una manovra particolarmente lenta - non trovava tempi e spazi per rendersi pericoloso; per ben 5 volte nel primo tempo, i rosa hanno concesso il fondo sul lato sinistro con triangolazioni quasi identiche tra loro, finché la quinta volta è stata per i padroni di casa quella decisiva per passare in vantaggio; e ancora, dopo la rete del pareggio dei rosa, l'Entella ha avuto bisogno di soli due cambi per riportare l'inerzia della gara dalla sua parte. Così fino al 93' quando ha avuto la palla-gol sui piedi di Russo per vincerla e condannare il Palermo a una settimana terribile e alla quarta sconfitta in 5 partite.
Più in generale, il Palermo - nonostante diversi cambi - non ha mai avuto la forza per aggredire l'avversario e anche soltanto tentare di vincere il match. In tal senso, risalta maggiormente il mancato ingresso di Brunori - nonostante un cambio e uno slot ancora a disposizione di mister Inzaghi.
Relativamente ai singoli scesi in campo, il già tentato e il già fallito esperimento di Pierozzi braccetto non ha sortito gli effetti sperati; Blin e Palumbo (quest'ultimo meglio nel secondo tempo) non hanno sofferto particolarmente, ma non hanno brillato in termini di produzione; Ceccaroni sembra avere perso lo smalto della stagione scorsa e di questo inizio stagione. Da segnalare in positivo la prova di Vasic, che avrebbe forse meritato un maggiore minutaggio, così come l'ingresso di Bereszynski e il ritorno al gol di Joel Pohjanpalo.
Il Palermo non ha oggi difettato per impegno o spirito di iniziativa, eppure - ed è quasi triste doverlo affermare già a novembre - la squadra appare non sapersi più imporre sull'avversario, metterlo alle corde per indirizzare il match dalla sua parte. Manca qualcosa, non qualcosa di banale, e forse il mercato di gennaio potrebbe non bastare. In attesa del nuovo anno, sarà necessario almeno provare a fare più punti possibile nelle partite che restano di questo 2025.