Mauri: «Pergolizzi, io ci sono. Mi piacerebbe giocare di più»

Mauri: «Pergolizzi, io ci sono. Mi piacerebbe giocare di più»

La condizione non ottimale di Martin gli ha permesso di scendere in campo nella partita contro il Marsala e lui non ha tradito le attese sfornando un'ottima prestazione e segnando su rigore, dopo gli ultimi errori dal dischetto, il vantaggio rosanero. Juan Mauri dopo tante panchine è riuscito a far vedere le sue qualità e, intervistato da Fabrizio Vitale per la Gazzetta dello Sport, spera di avere più spazio e di poter dire la sua in questo girone di ritorno con la maglia rosanero: 

 

«Spero cambi il vento, mi piacerebbe giocare di più. Mi piacerebbe giocare con Martin ma la regola degli under è complicata. Da mezzala ho giocato a Nola, non sarebbe un problema per me. L’allenatore continua a dire che non è una soluzione percorribile? Bisogna chiedere a lui. Io credo che tutti possano giocare insieme, basta sapersi adattare».

 

RIGORE

«Prima della partita Pergolizzi mi ha chiesto se me la fossi sentita di calciare e di parlare con Ricciardo. Quando l’arbitro ha fischiato sono andato da lui e mi ha detto: ”tiralo tu”. Avrebbe voluto tirarlo Felici, ma una volta che gioco ho detto almeno faccio un gol… Io ci sono, Pergolizzi sa quello che posso dare, il rigore l’ho voluto tirare anche per ritrovare fiducia in me stesso, visto che in sei mesi avevo fatto soltanto una partita».

 

GOL E SANTANA

«Segnare è sempre bello, non mi riusciva da tempo, non ricordo nemmeno da quando. E' più speciale perchè c’era la mia famiglia allo stadio, il gol lo dedico a loro. Santana? Non sono abituato a segnare, non sapevo che fare, l’ho visto in panchina e sono corso da lui. Mario per la sua storia, per il suo carisma è un riferimento. Ci sta vicino, s’arrabbia, ci sprona. So come si sente».

 

FUTURO

«Ho parlato con l’allenatore e con Castagnini, voglio guadagnarmi il contratto per l’anno prossimo, stando fuori non posso fare nulla, ma per il bene del Palermo ci sto. Pensare di andare via? Sinceramente no. Castagnini mi ha detto: “Tu non ti muovi”. E se centreremo la promozione nessuno si ricordera? di come giocavamo, ma che abbiamo vinto. Tra giocare bene e vincere, io preferisco vincere».