Palermo, la soluzione "ibrida" non paga. Solo un grande attacco può salvare questo 3-5-2

Palermo, la soluzione "ibrida" non paga. Solo un grande attacco può salvare questo 3-5-2

C'è un corto circuito che spiega se non tutto, sicuramente molto dei mancati risultati rosanero da dicembre in poi. L’assetto tattico scelto da squadra e mister, il 3-5-2, sta risultando una soluzione “ibrida”, e non sta portando i frutti sperati.

Perchè ibrida? Perché la virata tattica di mister Dionisi non è stata accompagnata da due cose fondamentali. La prima, la fluidità: senza voler entrare in discorsi sulla tattica che competono solo a chi della tattica fa il proprio mestiere, si può di certo affermare che da quando i rosa sono passati al 3-5-2 non riescono a trovare manovre pulite con continuità. L’azione – che sia impostata da dietro o con rilanci del portiere – rimane sempre farraginosa, e i calciatori troppo spesso arrivano secondi sulle palle sporche. Questo, al netto di risultati non soddisfacenti, non succedeva col precedente assetto tattico, in cui il mister palesemente si ritrova di più.

La seconda, che è anche causa della prima, l’assenza degli interpreti adeguati. Attenzione, non si vuole togliere nulla al grande mercato portato avanti dal direttore Osti, che ha permesso l’arrivo di tre calciatori di altissimo livello (Audero, Magnani, Pohjanpalo), grazie a cui adesso il Palermo inizia ad avere un’ossatura da vera big per la categoria. Persino i piatti stellati, però, risultano indigesti se mancano anche soltanto due ingredienti: in questo caso parliamo degli esterni di centrocampo, vero cuore pulsante di qualsiasi centrocampo a 5. Il Palermo deficita enormemente su entrambe le fasce (Pierozzi rimane l’ultima flebile speranza per il futuro, dato che quelle riposte in Lund e Diakitè sono ormai ridotte al lumicino), e questo condiziona in maniera negativa tutto lo sviluppo di gioco.

Mister Dionisi, dunque, sa bene che i bonus sono finiti: il Palermo non può permettersi ulteriori passi falsi, il rischio di scivolare nelle zone basse è troppo alto. La soluzione a questi problemi appare una sola: il grande attacco che i rosa in potenza hanno. Con un Brunori ritrovato ed in splendida forma e un Pohjanpalo che presto farà vedere di che pasta è fatto si potranno mascherare le lacune di un modulo non amato dal tecnico e senza gli interpreti adeguati, portando magari i rosa ad inanellare qualche risultato positivo consecutivo, altra indispensabile medicina per la stagione.