Palermo, il declino del miglioramento: mai così in basso negli ultimi tre anni
Crisi d'identità, sportiva e manageriale, il periodo più buio dall'avvento del CFG
di Simone Ciappa
"L'obiettivo per la stagione 2024-2025 è quello di migliorarci, quindi essere più competitivi per la Serie A".
Sono queste le parole che lo scorso giugno, l'ad Giovanni Gardini ha dichiarato ai microfoni dei canali ufficiali del Palermo F.C. per fare un bilancio della stagione appena terminata. Oggi, 22 dicembre 2024, non soltanto l'obiettivo prefissato è distante anni luce, ma il miglioramento che ci si aspettava di vedere sta diventando settimana dopo settimana un declino sempre più evidente. E' un Palermo che appare come un orologio rotto, che solitamente ha ragione soltanto due volte al giorno, ma che invece non riesce ad averne affatto. Un meccanismo danneggiato che deve essere risistemato il prima possibile, per permettere a questa squadra di poter ripartire e cercare di salvare il salvabile.
Si, perché sono già volate diciotto giornate di campionato ed il Palermo continua, gara dopo gara, a scivolare in classifica, iniziando a doversi guardare alle spalle, lì dove le nubi iniziano ad infittirsi.
In relazione alle ultime tre stagioni di Serie B, quello che sta vivendo la squadra rosanero sotto l'aspetto dei risultati è il momento più buio del club dall'avvento del City Football Group nel capoluogo siciliano.
Nella stagione 2022-2023, la prima del ritorno in cadetteria per i colori rosanero dopo il fallimento e la rinascita della società di Viale del Fante, il Palermo, allora guidato dall'ex tecnico Eugenio Corini, alla 18ª giornata di campionato, stazionava all'11° posto in classifica con 23 punti, dopo aver battuto il Cagliari al "Barbera" per 2-1. Rosanero che a fine campionato non avrebbero poi centrato l'obiettivo playoff, pareggiando 2-2 l'ultimo match interno contro il Brescia e chiudendo il torneo al 9° posto.
Un anno dopo, lo scorso torneo 2023-2024, sempre alla 18ª di campionato, il Palermo era 7° avendo 29 punti, dopo un pari conquistato a Como, in un pirotecnico 3-3 sulle sponde del lago lombardo. Squadra che avrebbe poi chiuso la regular season al 6° posto, disputando dunque i quarti di finale dei playoff vinti contro la Sampdoria, ma abbandonando ogni sogno di gloria perdendo il doppio confronto contro il Venezia, con gli arancioneroverdi che poi sarebbero stati promossi con merito in Serie A.
Oggi, si assiste ad una crisi di risultati e d'identità, oltre che sportiva anche di carattere gestionale, non riuscendo a venire a capo di una situazione che appare paradossale per ambizioni e background del marchio che è al controllo del Palermo F.C. Il rischio, dopo il ko maturato ieri contro il Sassuolo capolista del torneo (il terzo consecutivo), è che ci sia sempre meno tempo per correre ai ripari, avendo la necessità che qualcosa cambi in maniera repentina, con le inseguitrici alle spalle, sull'orlo del baratro, che non aspettano altro che rosicchiarti punti e tirarti nel vortice oscuro, ancora più in giù nelle fitte zone grigie della classifica. Il pericolo è dietro l'angolo con i soli 3 punti in più che i rosanero hanno ad oggi sulla zona playout.
Se le parole più pronunciate in seno al club sono state ad oggi "Il tempo è un'opportunità, non deve essere un alibi", allo stato attuale delle cose forse quelle più adatte sarebbero "Chi ha tempo non aspetti tempo".
Redazione