Palermo grande business per gli americani, ma bisogna superare lo scoglio Zamparini

Frank Cascio è uscito allo scoperto. E' la prima volta, dall'era Zamparini che un imprenditore manifesta la propria volontà di comprare il Palermo. Lo ha fatto in maniera decisa e netta (leggi intervista a Cascio) tramite il nostro giornale e l'intervista esclusiva di ieri, a Dario Guarcello, grande amico di Frank e "figlioccio" di suo padre Mimmo, ha dissipato i dubbi. Qualora ce ne fossero. E' chiaro dalle parole dei due che dietro a Frank Cascio ci sia una cordata "importante" che ha voglia di investire sul Palermo e su Palermo. L'italoamericano è stato il primo assistente di Michael Jackson, un uomo che ha fatto la storia del pop. Ma prima ancora di essere un suo collaboratore è stato per la popstar una sorta di figlio. Non possiamo stabilire al momento quanto sia ricco Frank. Probabilmente lui da solo non avrebbe la forza economica per comprare il Palermo. Ma non è solo. La sua lista di contatti è enorme: imprenditori, manager, uomini dello spettacolo, dello sport... La cordata che ha alle spalle, le sue capacità manageriali, unite alle sue conoscenze, le sue origini, possono regalarci un grande presidente. Lo scoglio da superare si chiama Zamparini, un uomo con cui è difficile trattare. Un imprenditore che di certo sta facendo il suo gioco. Prima regola è non far capire che hai urgenza di vendere, altrimenti il prezzo scende. Poi dire che hai altre trattative aperte (cinesi). Dall'altra parte, ovvero lato Frank, ci sono di certo passione ed entusiasmo, ma anche voglia di portare avanti un progetto che potrebbe rappresentare un business, non solo dal punto di vista calcistico. Palermo ha infatti grandi potenzialità turistiche, è povera di infrastrutture, non ha uno stadio funzionale e polivalente. Tutto ciò fa gola a ricchi investitori, in un Paese come l'America, in cui il calcio sta prendendo "campo" prepotentemente. Senza tralasciare il fattore sponsor e un eventuale "piano marketing" di un "forte" Palermo con la "targa italo americana". Si pensi, per esempio, a quanti siciliani si trovano negli Stati Uniti. Ma se Zamparini ha la sua strategia, di certo Cascio e company non saranno degli sprovveduti. E' quindi quasi fisiologico che i tempi dell'operazione non siano brevi. Sarà importante, nella trattativa, che nessuno delle due parti tiri troppo la corda, perché potrebbe spezzarsi. I "piani b", quando ci sono soldi di mezzo, sono sempre in agguato. Non vorremmo che alla fine, per troppa resistenza da una parte e dall'altra, il Palermo vada a finire nelle mani di qualche cinese e/o che Cascio possa indirizzarsi ad altre realtà italiane.

Michele Sardo