Palermo, altro scivolone. Squadra compassata e poco aggressiva, il contrario di cosa chiede Inzaghi

Palermo, altro scivolone. Squadra compassata e poco aggressiva, il contrario di cosa chiede Inzaghi

Non si può più semplicemente parlare di “allarme” o di “passo falso”: la terza sconfitta del Palermo in quattro partite, stavolta maturata contro una Juve Stabia organizzata ma non imbattibile, costringe a fare delle riflessioni più profonde. Non si tratta semplicemente di ragionare sul valore tecnico della rosa, che ha effettivamente delle lacune, quanto di provare a capire perché questa squadra non riesca a rispondere alle richieste del suo mister.

È questo probabilmente il punto nevralgico: il Palermo di Castellammare di Stabia, esattamente come quello di Catanzaro, è apparso compassato nella manovra, appesantito, incapace di costruire pericoli e molto prevedibile. Si fa fatica, tra gli undici titolari di Castellammare, a individuare prestazioni quantomeno sufficienti, escluso il solito Joronen; soltanto i subentrati Vasic e Diakité hanno saputo garantire freschezza a una squadra che – nuovamente – aveva fallito nell’approccio e nell’atteggiamento, cosa che ha riconosciuto anche Augello in mixed-zone nel post-partita.

Di fatto, suona strano commentare ancora una volta una squadra di Inzaghi priva del giusto approccio e del giusto atteggiamento. Negli anni, anche con rose non particolarmente qualitative, il mister ha abituato gli appassionati del campionato cadetto a squadre avvolgenti, capaci di asfissiare gli avversari con il pressing, battagliere e coraggiose.

Il Palermo di Inzaghi non è ancora il Palermo di Inzaghi e preoccupa doverlo affermare già alla 12ª giornata. Eppure, nelle prime gare della stagione, il processo di trasformazione sembrava essersi già completato e anche il mister riconosceva che la squadra fosse più avanti del previsto nel processo di metabolizzazione dei suoi dettami e del suo credo calcistico. Sarà stato forse un fuoco di paglia? Sarà dipeso soltanto dall’entusiasmo di inizio stagione? Adesso, le domande paiono più che legittime e trovarvi una risposta non è semplice.

Vi sono adesso due lunghe settimane di sosta per cancellare le ultime uscite tutt’altro che felici. Gli interrogativi sono diversi, ma un fatto è molto chiaro: un Palermo così spento e arrendevole avrà pochissime speranze di centrare il suo obiettivo. Sarà necessario ritrovarsi nelle ultime 7 partite del girone d’andata, poiché il treno promozione si sta già allontanando e il rischio di perderlo si fa adesso spaventosamente concreto.