Palermo, a Venezia una prova di maturità

La classifica del Palermo non si muoverà. Eppure sarebbe un errore pensare che la trasferta a Venezia sia poco più di una formalità

Palermo, a Venezia una prova di maturità

di Giulia Bagnasco.

Contro il Catanzaro, il Palermo ha trovato una vittoria utile soprattutto per il morale, ma dentro un contesto molto particolare: entrambe avevano già smesso di inseguire qualcosa di concreto e la partita si è giocata a viso aperto, con spazi e leggerezza che raramente accompagnano le gare che contano davvero.

A Venezia sarà diverso.
Il Venezia, già matematicamente in Serie A, attende di festeggiare al “Penzo” con i suoi tifosi, ma non ha ancora chiuso il discorso primo posto. Ha un solo punto di vantaggio sul Frosinone e sa bene che una vittoria dei ciociari potrebbe riaprire tutto fino all’ultimo istante.

Questo cambia la natura stessa della partita.
Quando una squadra ha ancora qualcosa da difendere, tende a togliere leggerezza alla gara. I ritmi si accorciano, i margini si restringono, ogni scelta pesa un po’ di più.

Ed è proprio qui che la trasferta al “Penzo” acquista un valore particolare.
Non per la classifica, ma per il tipo di esame che propone.

Per tutta la stagione il Palermo ha spesso dato l’impressione di fermarsi proprio sulla soglia: gli scontri diretti, le giornate che offrivano un aggancio, le partite in cui bastava un passo in più per cambiare davvero prospettiva.

Per questo Venezia arriva nel momento giusto.
Battere la capolista significherebbe arrivare ai playoff con una percezione diversa di sé. Non una certezza - che nel calcio quasi mai esiste - ma qualcosa di molto vicino: la consapevolezza di poter reggere quel livello e la sensazione concreta di potersela giocare davvero.

Perché nei playoff la qualità conta, certo. Ma conta anche la memoria emotiva con cui ci arrivi.

E poi c’è un altro dettaglio, meno appariscente ma tutt’altro che secondario.
Se il Palermo dovesse vincere e il Monza perdere, i rosanero aggancerebbero i brianzoli a quota 75.
Il terzo posto resterebbe comunque al Monza per classifica avulsa, ma cambierebbe un particolare che in questa fase pesa: in un’eventuale finale playoff non basterebbe più il pareggio nei 180 minuti per premiare automaticamente i brianzoli. Si andrebbe ai supplementari, ed eventualmente ai rigori.

È una possibilità che oggi sembra lontana.
Ma questa Serie B ha già dimostrato abbastanza bene quanto in fretta ciò che sembra lontano possa smettere di esserlo.

Così Venezia-Palermo finisce per avere un significato molto preciso.
È una partita che concede al Palermo qualcosa di raro: la possibilità di misurarsi contro la migliore del campionato senza che la voglia di vincere debba fare i conti con la paura di perdere.
È l’occasione giusta per capire fin dove può arrivare il Palermo quando a guidarlo è soltanto l’idea di ciò che può diventare.