Palermo, adesso è davvero l'anno zero: nessuno è incedibile
Il Palermo prova a rimettere insieme i cocci.
Dopo una stagione fallimentare, checché se ne dica, i rosanero non potranno più sbagliare.
Se è vero, come da anni ci raccontano i vertici societari e del City Football Group, che la promozione in Serie A non è obiettivo assillante è altrettanto lampante come siano stati praticamente gettati via un sacco di soldi inutilmente da tre anni a questa parte. Inutilmente perché, a parte qualche estemporanea eccezione nei calciatori e nessun acuto invece sul fronte allenatori, nessuna delle figure arrivate a Palermo è riuscita a dare quell'input decisivo che la piazza si aspettava.
Se di dirigenza e probabili futuri allenatori è già stato detto tutto ciò che poteva esser detto al momento, adesso è arrivata l'ora di fare un discorso sull'organico.
Aspettarsi una rivoluzione con conferma di 2-3 giocatori al massimo è utopia, ma una cosa è certa: gli incedibili, al momento, sembrano essere soltanto tre - e mezzo -. Di chi stiamo parlando? Di Giangiacomo Magnani, Pietro Ceccaroni (il “mezzo”), Joel Pohjanpalo e Matteo Brunori.
Il capitano, sportivamente vessato ai limiti dell'impossibile, nonostante diversi interessamenti dalla Serie A ha già fatto capire di essere pronto a combattere per la maglia e per la causa del Palermo.
Se A sarà, dovrà essere coi rosa, a meno che questi ultimi non decidano improvvisamente e in controtendenza con quanto filtrato finora di andarsene.
Parlando di reparti: in porta, il più sicuro di una conferma è Alfred Gomis: l'ex Rennes, fuori da inizio stagione per un infortunio al crociato, sarà almeno il secondo portiere - se non il primo, qualora garantisse solidità fisica ritrovata - designato, con Sebastiano Desplanches che andrà in prestito ed Emil Audero che al momento tornerà a Como per fine prestito.
Francesco Di Bartolo resterà come terzo, possibile che Salvatore Sirigu possa rimanere ma con la consapevolezza di essere tendenzialmente un uomo spogliatoio.
Capitolo difesa: Rayyan Baniya non sarà riscattato, Salim Diakité ha interessamenti dalla massima serie e dall'estero, mentre Alessio Buttaro - nonostante un contratto ancora parecchio lungo - partirà.
Pietro Ceccaroni, il migliore del reparto quest'anno, ha grosse chance di conferma, mentre verranno ascoltate eventuali offerte per Nikolaou, Lund e anche per Pierozzi.
A centrocampo sarà rivoluzione: conferma certa per nessuno dei calciatori in organico, con Claudio Gomes che con ogni probabilità lascerà dopo una stagione positiva ma complicata dentro e fuori dal campo e Alexis Blin che potrà sperare al massimo di essere un ricambio della mediana che verrà.
Filippo Ranocchia e Jacopo Segre, qualora arrivassero proposte interessanti, potrebbero lasciare a loro volta mentre per Valerio Verre è complicato anche pensare di imbastire eventuali trattative visti i due anni di contratto rimanenti ed una condizione fisica non sempre al top.
Alo Vasic, bersagliato nelle ultime settimane, sembra vicinissimo all'approdo al Padova in prestito secco o con diritto di riscatto e controriscatto. Si giocherà la B in una neopromossa dove si è formato e tanto bene ha fatto.
Capitolo attacco: detto dei due totem offensivi, intoccabili, lascerà sicuramente un Thomas Henry tenuto a forza a gennaio e mai sfruttato dopo un inizio di stagione da titolare fisso.
Jeremy Le Douaron potrebbe confermarsi in un ruolo da super-sub, ma anche per lui le sirene della Ligue 1 cominciano a suonare.
Roberto Insigne andrà sicuramente via, mentre verranno ascoltate eventuali proposte per Francesco Di Mariano e Federico Di Francesco.
E i rientranti dai prestiti? Saric, qualora non venisse confermato a Cesena, avrebbe qualche chance di giocarsi una nuova chance col nuovo allenatore, mentre Appuah è probabile possa salutare in via definitiva. Peda, invece, sarà valutato in ritiro.
Cosa vuol dire questo, che se arrivassero offerte per tutti, tutti verranno ceduti? Chiaramente no.
Sicuramente è più facile puntellare una rosa anche con 10-12 innesti che stravolgerla con 22-23 calciatori, ma è chiaro che in presenza di offerte a parità di tempistiche lascerà chi porterà sul tavolo la proposta più vantaggiosa per il club.
E sarà da qui che partirà la mini, ma nemmeno troppo, rivoluzione rosanero 25/26.
Massimiliano Rincione