Palermo, l'alba di un nuovo giorno
Lo farei di buon grado un discorsetto a Maurizio Zamparini, due parole o magari alcune domande per comprendere il perché di alcune dinamiche. Magari «metterebbe giù» trincerandosi in un «non posso parlare» o
forse neanche quello. E’ sempre così: l’ultima notte dell’anno è quella in cui riavvolgi la pellicola nella tua mente e - tra un brindisi e una sigaretta a scandire il trascorrere del tempo - si insinua il pensiero di quello che
avresti potuto/voluto fare e non hai fatto.
Penso a voce alta.
I dodici mesi appena terminati non saranno certamente ricordati come i più aulici della storia rosanero. Il Palermo nel 2018 è la squadra che ha racimolato più punti in serie B: 72 in 40 partite, con 19 vittorie di cui la
metà firmate Roberto Stellone. Numeri che accentuano ancora di più il rimorso in un anno solare che vede i rosanero totale padroni.
Ma l’amarezza più grande in un anno senza sorrisi è la Caporetto di Frosinone, costata al Palermo la promozione a margine di un percorso lucido e virtuoso. Una sconfitta le cui conseguenze ancora oggi sono alquanto
visibili. Infatti il prossimo 18 gennaio si terrà un altro grado di giudizio dinnanzi al collegio di garanzia dello sport del CONI. Un perpetuo rivolgersi alle istituzioni competenti per ottenere quel diritto che in realtà - il
trascorrere del tempo, quello sì inappellabile - ha reso irraggiungibile. Ne è consapevole la società di Viale del Fante che punta a tramutare il trauma in un consistente risarcimento economico. Ne fa menzione persino il
bilancio della società al 30 giugno 2018, individuando in 40 - 60 milioni di euro il ristoro che il Palermo potrebbe ottenere qualora fosse accertata la responsabilità del Frosinone in merito ai fatti sanzionati dal CONI.
Basterebbe - ai voglia - a risolvere i problemi del club. Infatti mentre la speranza del Palermo di tornare nella massima serie naufragava allo Stirpe, l’angoscia del fallimento si palesava negli uffici di Viale del Fante.
Baratro poi scongiurato in sede giudiziaria con l’istanza di fallimento respinta dal Tribunale. Per questo l’estate 2018 doveva essere quella del ridimensionamento ma il mercato ha raccontato altro: confermato lo zoccolo
duro della rosa, obiettivo ancora una volta la promozione.
E’ stato anche l’anno delle trattative-dichiarazioni-pentimenti di Zamparini per la cessione della società. Romanzo che ha avuto il suo epilogo proprio negli ultimi istanti di dicembre quando due comunicati ufficiali hanno
annunciato la definitiva conclusione della trattativa che ha portato il Palermo calcio nelle mani di Clive Richardson.
Si conclude così uno degli anni più cupi della storia rosanero. L’addio di Maurizio Zamparini fa scorrere i titoli di coda su una delle più auliche campagne calcistiche del calcio italiano, a voltarsi indietro viene il nodo in
gola. Almeno sul campo sono tornati i sorrisi anche se quelli proviamo a disegnarli nella nostra fantasia visto che il 2018 ha segnato la distanza tra i tifosi e lo stadio, figlio di un disamore troppo doloroso per continuare a
essere.
E’ l’alba di un nuovo giorno: a lei e al mare affidiamo i pensieri e la speranza che ogni inizio porta con sé, sperando che questo 2019 riavvicini la gente ai propri colori e che ogni domanda abbia la sua risposta, poi tutto
verrà da sé.
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Redazione