L'offerta di Cascio: clausola sulla Serie B e nessuna garanzia

L'offerta di Cascio: clausola sulla Serie B e nessuna garanzia

 

Un'attenta analisi del Giornale di Sicilia in merito alla proposta, definita inadeguata da Zamparini, di Frank Cascio: "Dopo il «no» di Maurizio Zamparini alla lettera d'intenti presentata da Frank Cascio la Cina rimane l'unica prospettiva per un futuro societario in mani diverse da quelle del patron friulano, a meno di ulteriori risvolti nell'affare Cascio. Zamparini, però, è netto e deciso: se il manager italo-americano ha intenzione di rilanciare con una nuova lettera d'intenti, deve presentare garanzie bancarie chiare e condivise dal club di viale del Fante. In parole povere: Bradley Rangell da solo non basta. Rangell, presentato da Cascio al patron del Palermo nel primo incontro avuto a Venezia, ha dalla sua una sere di operazioni miliardarie nel mondo dello sport statunitense, ma non rappresenta di per sé una garanzia bancaria, motivo per cui Zamparini (sollecitato a più riprese dalla cordata americana a dare una risposta) ha rifiutato la proposta presentata nelle scorse settimane. Alla diatriba sulle garanzie bancarie, poi, si aggiunge il problema legato alle modalità di pagamento dei cinquanta milioni di euro posti come valore dell'intero pacchetto azionario. Cascio è disposto a versare una prima parte entro la fine dell'anno, con il resto della cifra da pagare in tre rate annuali. Una formula che di per sé andrebbe anche bene a Zamparini, se solo ci fossero certezze dalle banche e, soprattutto, senza la clausola che ridurrebbe l'importo in caso di retrocessione in Serie B. Se Cascio dovesse presentare una nuova lettera d'intenti con una banca pronta a fare da garante, allora ci sarà la possibilità di riallacciare i discorsi. Ad oggi, però, non sono previsti nuovi incontri. Anche i cinesi hanno presentato una lettera d'intenti, ma con garanzie bancarie certe e con un advisor alle spalle. Nonostante ciò, l'offerta della cordata asiatica necessita di essere approfondita per via di diverse lungaggini burocratiche relative agli investimenti da effettuare all'estero. Previsto un nuovo incontro tra il patron e gli intermediari ad ottobre. Tra un mese potrebbe scoccare l'ora della verità anche per i cinesi".