L'aquila ha rialzato la testa, ma adesso deve spiccare il volo

Una vittoria miracolosa quella di Genova che soprattutto da fiducia, ma adesso bisogna continuare su questa strada-

L' Aquila ferita torna a dare segni di vita e rialza il capo, dopo settimane di oblio e di rassegnazione. Nessuno domenica sera, nemmeno il più ottimista dei tifosi, avrebbe mai immaginato un epilogo così rocambolesco in una gara che, ci auguriamo, possa essere il viatico verso la svolta che noi tutti stiamo aspettando. Al di là del risultato roboante e dei 3 punti preziosissimi, quello che davvero ha sorpreso  tutti è l’atteggiamento mostrato in campo dai giocatori rosanero, che al cospetto di una squadra forte come il Genoa, ancora imbattuto in casa, sono riusciti a gettare il cuore oltre l'ostacolo, riuscendo a superare anche i propri evidenti limiti tecnici. È stata una vittoria straordinaria, la vittoria del cuore, fondamentale per la classifica e soprattutto per il morale di tutto l'ambiente. Una vittoria strappata con le unghie e con i denti,  che riaccendendo l’ entusiasmo e la speranza dei tifosi rosanero,  ha risvegliato la loro passione più autentica, quell’amore capace di farli attendere fino alle 3 di notte i giocatori rientranti da Genova, per tributare loro applausi e cori. Scene surreali, come forse solo a Palermo accadono, sembrava che la squadra rosanero fosse reduce da una finale di Champions League, invece siamo in piena lotta per la salvezza. Ma il tifoso rosanero è un passionale,  senza nessuna soluzione di fatto, si esalta e si deprime con grande facilità, è generoso e quando ama lo fa con tutto se stesso. Basta poco per esaltarlo e lo sa bene Eugenio Corini, sa che grande aiuto e che enorme spinta può dare il popolo del Barbera, come sa perfettamente su quali giocatori potrà contare per condurre questa squadra alla salvezza. Questo ci fa riflettere sull’enorme potenziale del tifo rosanero e ci fa rammaricare sul grande entusiasmo che si è disperso in tutti questi anni. E non possiamo non pensare a tutti i tifosi rosanero in giro per il mondo, a coloro che continuano a seguire le vicende del Palermo e soffrono da lontano. Domenica sera, una piccola luce si è riaccesa, un primo grande passo è stato fatto. Vincere contro il Genoa non è stato facile, i Grifoni sono forti e certamente non hanno regalato nulla. I nostri ragazzi hanno conquistato la vittoria lottando su ogni pallone e non mollando mai nessun centimetro. Abbiamo ancora negli occhi l’immagine di Nestorovski, che a fine gara impavido come un novello Braveheart si è piazzato davanti Perin per impedirgli di battere la punizione, facendo scattare i nervi al portiere genoano e rimediando uno spintone. O ancora l’immagine di Goldaniga, che esce dal campo piangendo. Quelle lacrime ci hanno toccato il cuore, facendoci provare tenerezza per un ragazzo che sicuramente avrà sofferto per quegli errori che ci avevano fatto imprecare tanto. E’ stato un bel ritrovarsi, noi con loro: Corini l'aveva detto alla vigilia della gara - è venuto il momento di dimostrare che siamo uomini, è venuto il momento nel quale ciascuno di noi si assume le sue responsabilità. Adesso la strada è tracciata, con Pescara ed Empoli è vietato sbagliare. Non illudiamoci però che sarà facile. Sarà una battaglia tutto il campionato. Si dovranno stringere i denti e aspettare che a Gennaio  la Società mantenga la promessa  di rinforzare l'organico, senza tradire, ancora una volta, l'amore dei tifosi verso la propria squadra.