Imprenditore locale interessato al progetto rosa. L'appello
Intervista esclusiva a Forello, imprenditore del settore giochi e scommesse: «Se qualcuno mi contattasse, ascolterei e cercherei di capire di cosa si tratta».
Come vi abbiamo raccontato negli ultimi giorni, si è fatta avanti l’ipotesi di un gruppo di investitori palermitani pronti all’acquisizione del Palermo calcio.
All’orizzonte, dunque, non solo il fondo americano con cui Maurizio Zamparini tratterà nelle prossime ore: parte dell’imprenditoria palermitana starebbe pensando ad un inserimento nella trattativa.
Secondo le indiscrezioni raccolte dalla redazione di Forzapalermo.it, del gruppo farebbero parte anche imprenditori del mondo dei giochi e delle scommesse, come l’architetto Giuseppe Forello, tra i più importanti imprenditori di successo nel settore a Palermo, che abbiamo intervistato in esclusiva.
Architetto Forello, da qualche giorno circolano voci sull’interesse di alcuni investitori palermitani per l’acquisizione del Palermo calcio. Si è fatto anche il nome della sua famiglia.
"Posso dire che non ne so assolutamente nulla. Ti dico che se qualcuno mi contattasse per investirci sopra, possibilmente ascolterei e capirei di cosa si tratta e quale potrebbe essere il progetto, perché se non c’è un progetto non ha senso parlarne. Che sia io uno di questi, no, non corrisponde a verità. Non sono stato ancora contattato da nessuno, né mi sono fatto promotore di iniziative di questo genere. Possibilmente chi ha indicato il mio nome era una persona che avrebbe voluto contattarmi, ma ad oggi, non ho ricevuto nessuna proposta.
Non ti nascondo che questa cordata dovrebbe essere scontata per togliere il Palermo da questa situazione. D’altronde, ormai, io credo sia quasi matematicamente condannato a retrocedere. Ma possono accadere anche i miracoli, come l’anno scorso, e ci auguriamo che accada anche quest’anno".
Lei crede che esista un tessuto economico, a Palermo, per mettere in piedi un progetto come questo? Si è parlato anche di azionariato popolare sul modello spagnolo.
"Se funziona dalle altre parti, perché non dovrebbe funzionare a Palermo? Certamente non ci sono mille imprenditori da poter prendere per fare una cordata. Però, a Palermo gli imprenditori ci sono, anche quelli che hanno la possibilità di investire sul Palermo. Con l’azionariato popolare ancor di più, perché non tutti devono dare lo stesso contributo. Può diventare un modello virtuoso. Ecco: se ci fosse un progetto virtuoso, non ti nascondo che io sarei il primo a contare di poter aiutare questa squadra, che è il divertimento e la passione di tutti noi".
Lei oggi lancerebbe un appello all’imprenditoria palermitana?
"Certamente. Io lancerei qualsiasi appello. Ma ripeto: non posso essere io il primo, perché al momento non ho pensato a questa possibilità, non è il mio settore. Ci deve essere qualcuno che abbia la capacità di mettersi a capo e farsi promotore di questa iniziativa. E lì, solo persone ottuse non parteciperebbero a questa possibilità. Ma è necessaria la volontà concreta di fare bene, perché spesso l’iniziativa e le idee ci sono, ma la fattibilità non corrisponde alla realtà.
Comunque, se doveste conoscere il promotore di questa iniziativa, vi invito a farmelo sapere, perché mi farà piacere incontrarlo e nello stesso tempo mettermi a disposizione, sempre che ci siano i presupposti. Questa iniziativa mi piace, soprattutto perché farebbe il bene dei tifosi rosanero".
Le chiedo in ultima battuta cosa pensa del fondo americano in trattativa con Maurizio Zamparini.
"Che ben venga, se fosse concreto. Purtroppo qui, per sentito dire, si è parlato tanto di arabi e di cinesi. Ma mi chiedo: esistono realmente queste trattative? Che ci sia un fondo americano interessato al Palermo calcio potrebbe essere soltanto un bene per tutti noi, perché un fondo ha quasi disponibilità illimitata nel poter gestire un’attività simile. Magari ci sono persone di grande professionalità che sono già nel settore e non vedono l’ora di prendersi il Palermo".
Redazione