Il vento dell'Est? Meglio la bonaccia
Sei anni fa gli sceicchi che volevano lo scudetto, poi i messicani, ora Mijatovic ''aiutato'' da Abramovic... Festival delle illusioni.
Gli amici arabi: “Un investimento di 200 milioni per lo scudetto in tre anni”. Li ricordate? Il vento del deserto. Ce li presentò Zamparini, al centro commerciale. Poi ci furono voci di altri amici: messicani, russi, kazaki, cinesi. E poi è arrivato il vento dell'Est. I bene informati hanno percorso subito, virtualmente, la strada maestra: Palermo-Londra (Chelsea), il filo diretto con Abramovic, Mijatovic, Lemic, Curkovic... Tutti pronti a tagliare il mondo a fette brandendo la spada rosanero.
Ma si parla già di un brusco raffreddamento delle intese per il futuro. Nel frattempo, però, hanno portato un po' di giocatorivic della loro scuderia, quasi tutti (finora) poco utili alla causa. Hanno portato pure Schelotto, un grande. Peccato che si tratti di un allenatore che non può fare l'allenatore. Avranno certamente modo di dimostrare in seguito il loro valore.
Sono passati sei anni dall'apparizione degli sceicchi spinti dal vento del deserto, ora siamo stati inebriati (o scossi) dal vento dell'Est. Chi vuole può correre dietro ai sogni. In attesa della folata giusta dovremmo però imparare ad apprezzare anche la bonaccia. Ha un grande vantaggio: non trascina illusioni.
Mijatovic, in alto a destra, al Barbera (foto di Pasquale Ponente).
Redazione