Il Palermo sbaglia approccio, ancora. Così la Serie A diventa impossibile

Il Palermo sbaglia approccio, ancora. Così la Serie A diventa impossibile

Eccoci di nuovo. Si sperava che quest’anno i tifosi del Palermo non avrebbero dovuto provare emozioni già vissute troppe volte nelle ultime stagioni, eppure la sconfitta di Castellammare (terza in quattro gare) certifica molte cose, ma una in particolare: la squadra rosanero è lontanissima dall’essere, almeno adesso, una seria contendente per i primi due posti.

Dopo 12 giornate, la classifica inizia a delinearsi: c’è il Monza, che sembra proprio farà un campionato a parte (sei vittorie di fila), e poi ci sono Modena e Frosinone che, a vederle giocare, sembrano avere tre, quattro marce in più rispetto ai rosanero. Il Venezia va a corrente alternata, e il Cesena di Mignani (almeno in questo momento) sta meritatamente insieme a ciociari e canarini per intensità e proposta di gioco.
E il Palermo, in tutto questo, dov’è?

La squadra di Inzaghi non si avvicina neanche un po’ per intensità alle compagini appena citate. Il mister, ex Pisa, parla ancora una volta — a distanza di pochi giorni — di approccio sbagliato.
Ma come è possibile? Come può una squadra che ci è appena cascata ripetere gli stessi errori, per di più con un allenatore in panchina che – la carriera lo dimostra – è sempre stato un martello?
E dire che, in teoria, non manca nulla: stipendi alti, centro d’allenamento nuovo, piazza calorosa che spinge e incita sempre.

La verità è che non è solo una questione di approccio (che comunque, va detto, rimane un problema e i calciatori dovrebbero farsi un enorme esame di coscienza).
Il Palermo non va veloce: qualsiasi squadra affronti sembra che vada al doppio.
Il Palermo ha poche soluzioni: quando la manovra parte, si fa una fatica enorme ad arrivare nelle zone pericolose, e ci si mette troppo tempo.
Il Palermo, ancora, ha pochi ricambi: basta che uno o due dei “top” (e anche qui ci sarebbero delle riflessioni da fare) incappino in una giornata no, e il castello di carte crolla.

A vedere la classifica ci sarebbe ancora speranza: in fondo c’è metà girone d’andata da giocare, con un calendario abbordabile sulla carta.
Quello che però getta nello scoramento la piazza è che sembra di assistere a un film già visto: un Palermo che, incensato da tutti gli onori, parte bene ma poi si affloscia e diventa una squadra molle e prevedibile, inaccettabile al quarto anno di Serie B con fior di milioni spesi.

La soluzione a questa depressione la devono trovare Inzaghi e compagni, in special modo chi è a Palermo da tanti anni e che in teoria viene considerato “top di categoria”.
Con questo atteggiamento e correndo così, la Serie A diventa impossibile, e la piazza non lo merita affatto.