Il Palermo dentro una tempesta perfetta. Ma uno spiraglio c'è

Ancora una sconfitta, la quinta consecutiva. Tanti i fattori di difficoltà per un Palermo che non sa più vincere. Ma dal match di ieri, qualche segnale positivo.

Il Palermo dentro una tempesta perfetta. Ma uno spiraglio c'è

 

Il calcio ci appassiona perché è spesso imprevedibile. Come la traiettoria di un pallone che sembra andare in alto e poi scende in un sol colpo lasciando inerme il portiere, così questo sport riesce a dare emozioni che scaturiscono dalla sorpresa.

Eppure, da più di un mese, una costante sembra esserci: il Palermo perde. Non sa più fare punti, subisce in media più di due gol a partita e segna pochissimo.

Brutte prestazioni in serie, dovute a calciatori giovani e spaesati che sembrano chiedere aiuto e comprensione, a veterani – pochi – che non riescono ad incidere e non di rado esclusi dalla formazione titolare, con l’allenatore al lavoro ben avvolto settimanalmente dallo spettro dell’esonero: è una tempesta perfetta, pronta a devastare quel che rimane delle speranze di salvezza.

 

Ma qualche spiraglio di luce c’è. E lo dimostra l’atteggiamento assunto da tutta la squadra nella sfida contro il Milan. Se vedessimo sempre questo Palermo, la retrocessione assumerebbe caratteri diversi, più delicati anche all’occhio del tifoso: perdiamo, perdiamo sempre, ma si gioca a calcio. Consolazione magrissima? Sì, ma necessaria.

Lo ha detto De Zerbi che i tifosi “bisogna portarli dalla nostra parte con l’atteggiamento, con i risultati e con il massimo impegno”. Il risultato non è arrivato, la prestazione e l’impegno di chi è sceso in campo sì. Un messaggio forte nel momento più difficile. E chissà che partita sarebbe stata senza il pasticcio che ha dato al Milan il primo vantaggio.

 

Si è vista la bozza di quello che presumibilmente è il Palermo nelle idee di De Zerbi: pressing asfissiante e organizzato, scambi corti, tanta corsa sugli esterni e continui inserimenti. Soprattutto, con un atteggiamento aggressivo e mai arrendevole.

Nulla di tutto ciò è stato eseguito alla perfezione, ma la sconfitta di ieri ha dato segnali positivi, tanto dal gruppo quanto da alcuni singoli.

Probabilmente non basterà per mantenere la categoria, ma scendere in campo e giocare a calcio potrebbe tenere in vita l’ultimo barlume della bistrattata passione rosanero.