Guidolin: «Annata più d'emozioni che di tensioni agonistiche»

Il racconto di un derby stravinto con merito

Guidolin: «Annata più d'emozioni che di tensioni agonistiche»

«Quando venni a giocare il 25 Ottobre 1995 in Coppa Italia con il mio Vicenza rimasi impressionato dall'urlo del Barbera al gol di Galeoto».

È all'interno di una affollatissima sala stampa il 27 Gennaio 2004, durante la presentazione da nuovo allenatore del Palermo, che Francesco Guidolin, pronunciando questa frase, dichiarò tutto il suo amore per il capoluogo siciliano, la squadra e i suoi tifosi.

Era stato chiamato dal presidente  Zamparini per sostituire Silvio Baldini, il quale non aveva fatto male (la squadra era terza in classifica e in linea con i programmi della vigilia), ma era semplicemente entrato in rotta di collisione con il patron friulano.

 

Nato a CastelFranco Veneto il 3 Ottobre 1955, l'allenatore veneto è tra i più amati dal popolo rosanero, a lui si deve nella stagione 2003/04 il ritorno del club in serie A dopo 30 anni, e la storica prima qualificazione alla Coppa Uefa.

«Questa squadra non può fare meglio» con queste parole lasciò la società di viale del Fante al termine della stagione 2004/05 dopo il raggiungimento del traguardo europeo.

 

Questo suo affetto per l'ambiente rosanero lo ha portato per ben tre volte, dal 2006 al 2008, a ritornare sulla panchina rosa ma era evidente ormai che i rapporti con la proprietà non erano più idilliaci.

Più volte in questi anni il suo nome è stato accostato al Palermo all'interno delle numerosissime e, talvolta assurde, rivoluzioni tecniche operate dal presidente Zamparini ma l'ex allenatore veneto ha sempre rifiutato.

Inoltre ha sempre evitato di entrare nelle dinamiche delle varie vicissitudini della società palermitana, per l'amicizia e la stima che continua ad avere con lo stesso presidente, ma stimolato dalla nostra rubrica accetta di aprire l'album dei ricordi e raccontare la sua partita del cuore in rosanero:

La scelta cade inevitabilmente in una gara dell'anno della promozione – ha dichiarato ai microfoni di forzapalermo.it – giocata  il 4 Aprile 2004 e vinta 5-0  contro il Catania.

Era il mio primo derby, già in settimana avevo cominciato ad avvertire la tensione e l'aspettativa di tutto l'ambiente in generale; la preparazione della partita andò avanti da sola perché tutto il gruppo sentiva l'importanza dell'evento.

Per noi era importante la vittoria perché – ha continuato l'ex allenatore rosa – oltre a dare una grande soddisfazione ai nostri tifosi sapevamo che ci avrebbe fatto fare un enorme balzo in avanti in classifica per quello che era il nostro traguardo finale.

In effetti giocammo una grande gara, concentrati in ogni zona del campo, non concedendo nulla ai nostri avversari e segnando 5 gol di pregevole fattura.

Quello fu un anno speciale, avevamo una squadra fortissima – ha ammesso Guidolin – già prima che arrivassi a Gennaio, infatti, la trovai terza o quarta in classifica ma il presidente, che evidentemente voleva vincerle tutte, ruppe con Baldini e chiamò il sottoscritto.

Ci misi, come era ovvio, qualcosa di mio e la squadra venne ulteriormente rinforzata con gli innesti dei vari gemelli Filippini, Fabio Grosso, Jeda e devo ammettere che fu un'annata piena più d'emozioni che di tensioni agonistiche; non era facile arrivare primi ma ci siamo riusciti.

Mi sono gustato la gente di Palermo e tutta la città letteralmente imbandierata già due mesi prima della fine del campionato – ha concluso l'ex tecnico rosanero – lo stadio pieno ad ogni partita, l'entusiasmo era davvero incredibile e sono contento di aver contribuito, insieme a miei ragazzi, a regalare il ritorno nella massima serie dopo 30 anni».