Da Pierozzi a Diakité e non solo: la riscossa di chi è rimasto

Da Pierozzi a Diakité e non solo: la riscossa di chi è rimasto

Spesso la soluzione più semplice, quantomeno la più immediata, per correggere una stagione negativa è fare tabula rasa, rivoluzionare ripartendo da zero. Mister Inzaghi non crede nei grandi cambiamenti di rosa, ma ha sempre voluto cambiare in modo straordinario chi già c'era, in tutti i suoi aspetti: l'atteggiamento, l'attenzione, l'applicazione tattica, la corsa.

Non può essere più un caso. Inzaghi ha trasformato la mentalità delle sue squadre precedenti e sta lavorando per cambiare radicalmente il Palermo. Da un lato è innegabile il potenziamento della rosa, con gli arrivi di un centrale come Bani, di esterni importanti come Gyasi e Augello, di Palumbo dietro le punte, ma il mercato da solo non può far tutto.

Il mister, come promesso già nella conferenza di presentazione, sta ridando valore a calciatori che, lo scorso anno, hanno faticato e non poco. Si pensi a Ranocchia, che non incideva, era timido, non contrastava, non rientrava e adesso è tutto il contrario. Si potrebbe parlare di Pierozzi che, anche a causa di infortuni, era apparso spesso impreciso e ora sa farsi valere perfino da braccetto. Ha poi stupito contro il Bari il franco-maliano Diakité, che arrivava da una gastroenterite e ha giocato un quarto d'ora finale di abnegazione, scatti e sorprendente qualità. E vi sarebbero altri nomi: Segre era spesso avulso dal gioco dei rosa lo scorso anno e ha fatto già una serie di prestazioni impressionanti per corsa, impegno, recupero, progressione; lo stesso Blin sta riprendendo lo smalto di Lecce e quando entra impone ordine e gestione alla partita.

In generale, l'atteggiamento di tutti è un altro. Lo si vede nei piccoli gesti, nelle esultanze dopo un gol, nelle corse all'indietro per riprendere un pallone, nella rabbia e voglia di stravolgere i finali già scritti di una partita. Il Palermo sembrava avere perso le energie e tante partite della scorsa stagione le ha così perse o quantomeno non vinte, mentre ieri ha dato un saggio di forza, di una squadra che non si arrende al destino fino a quando non gli sorride. È ancora presto, è solo la quarta giornata, ma si respira già un'altra aria. Il pubblico del 'Barbera' lo avverte ed è tornato un fattore e quando tutti spingono, tra campo e spalti, per gli avversari diventa tremendamente complicato.