Criscitello: "Questo Palermo è una umiliazione per la città e un bancomat per gli allenatori"

Cruda disamina del conduttore di Sportitalia, e direttore di TMW. Per certi versi non gli si può dare torto.

Il direttore di TMW Michele Criscitello in un suo editoriale pubblicato stamane include il Palermo in una panoramica sui fatti che hanno caratterizzato la quattordicesima giornata di serie A, e riserva alla situazione societaria rosanero una cruda analisi. Ecco quello che ha scritto. "Il Palermo non è un disastro ma un'umiliazione alla città. Quasi servirebbe intervento del Sindaco e del Presidente della Regione Sicilia per come si macchia il nome di Palermo. Zamparini crede di poter fare quel che vuole ma si sbaglia. La società è sua, certo, ma città e tifosi no. Deve dare delle risposte. Sta battendo tutti i record negativi del Palermo in serie A e anche Faggiano deve spiegare mercato e gestione del campo. De Zerbi non si è fidato delle nostre parole ma - siccome con Roberto c'è un rapporto sincero e schietto - lui sa bene che quello che scrivo è ciò che penso, pronto a ripetergli determinate cose in faccia o al telefono. De Zerbi, da tre mesi a questa parte, è stata una contraddizione unica. Voleva restare a Foggia, in C, per continuare a fare esperienza e per sperimentare il suo credo calcistico e ha rifiutato Crotone, poi ha litigato a Foggia e ha accettato Palermo. Palermo è la morte calcistica di ogni allenatore. Lì si va solo per fare bancomat ma non per fare calcio. Siccome De Zerbi è un bambino della panchina non può lavorare per i soldi ma deve farlo per la carriera che lo aspetta. Avrebbe dovuto lasciare Foggia e accettare una bella panchina di B. Nella vita, come nel calcio, i passi vanno fatti gradualmente altrimenti ti fai tutte le scale. Figuriamoci uno come Roberto, che vuole mettere becco anche sul mercato, si è ritrovato una squadra già costruita, con un Presidente che fa un macello, in una società allo sbando. Risultato? 6 punti in 14 giornate. E sinceramente neanche ci dispiace perché chi semina vento raccoglie tempesta. Peccato solo per aver ammazzato l'entusiasmo di una grande piazza che oggi preferisce una domenica alle bancarelle anziché andare a vedere 11 calciatori che giocano con una maglia sbiadita dagli insuccessi".