Antonio Palumbo, un ultimo scatto verso la maturità
Molti tifosi rosanero probabilmente hanno ancora negli occhi quella superba prestazione al Liberati di Terni, 3 anni fa, tra tocchi raffinati, assist e una micidiale rasoiata all'angolino. Oppure la prova di qualità e personalità messa in campo la scorsa stagione al Braglia, quando mandò in crisi quasi da solo la difesa rosanero. In quelle occasioni, e non solo, la fantasia di assistere a giocate di quel tipo, magari al Barbera, magari con la maglia del Palermo, venne alimentata fortemente, e ora quell'immaginazione è sul punto di trasformarsi in realtà concreta.
Antonio Palumbo, classe 1996, rispecchia senza dubbio i canoni del fantasista moderno: fisicamente strutturato, varietà nelle giocate tecniche, dinamico, abile nel privare gli avversari di punti di riferimento in marcatura, per la sua capacità di agire in diverse aree del campo dettando con ritmo i tempi di gioco. Se a questo aggiungiamo delle spiccate doti balistiche e un piede affilato nei calci piazzati otteniamo un calciatore completo, che in Serie B può incidere pesantemente per bonus e per impatto generale sulla manovra di squadra. Nelle ultime 4 stagioni in cadetteria ha collezionato 184 presenze (113 con la Ternana, 71 con il Modena) condite da 27 gol e 34 assist complessivi.
Apparentemente inspiegabile come, a quasi 29 anni, non sia ancora riuscito a cogliere delle occasioni significative per compiere un deciso salto di qualità, in qualche realtà strutturata per l'approdo in Serie A, se non addirittura già in massima serie, considerando le notevoli qualità col pallone tra i piedi. Un freno che forse si può attribuire a una certa discontinuità di rendimento nell'arco della stagione, con cali di prestazione anche vistosi specie nella seconda metà di campionato, e a un'attitudine che alcuni frangenti può risultare fin troppo blanda, deconcentrata, con una leggera tendenza a specchiarsi leziosamente nella consapevolezza delle proprie doti. Aspetti che possono essere penalizzanti probabilmente anche più delle carenze tecniche, e che per essere corretti spesso necessitano di una guida dalla panchina dallo spirito ardente, in grado di mantenere costantemente attiva l'intensità caratteriale di certi giocatori.
Filippo Inzaghi e il Palermo rappresentano un'opportunità di crescita preziosissima per Palumbo, che, conscio di come la sua carriera sia arrivata a uno snodo cruciale, desidera fortemente la conclusione positiva della trattativa che decreterà il suo approdo in rosanero. Le parti sono accordate da settimane, restano pochi dettagli da smussare, ma la sensazione è che entro la fine della settimana potranno esserci novità incoraggianti (come riportato anche da La Gazzetta dello Sport). L'ambizione della società, il trasporto caloroso inconfondibile della piazza rosanero e un mister di livello come Inzaghi saranno stimoli da sfruttare attentamente per il calciatore napoletano, chiamato a consacrarsi definitivamente in un Palermo che per anni ha patito la mancanza di un elemento capace di far saltare il banco sfoderando colpi di pura classe calcistica.
Andrea Bosco