Antonio Palumbo: il faro del Palermo

Antonio Palumbo: il faro del Palermo

di Emanuele Scarpinato

Da una partenza a rilento a una crescita graduale e costante, fino a diventare un elemento imprescindibile del Palermo: sono questi i primi sei mesi di Antonio Palumbo in maglia rosanero, sotto la guida tecnica di mister Inzaghi.

Il trequartista, arrivato a ritiro inoltrato a Châtillon a causa di alcuni rallentamenti nella trattativa con il Modena, ha inizialmente pagato un inevitabile ritardo nella condizione fisica e una non ancora completa assimilazione dei principi tattici del tecnico.

Una media di circa 50 minuti a partita, un solo assist (contro il Südtirol) e tanti interrogativi: questo il bilancio delle prime 12 presenze di Palumbo con il Palermo. Uno dei migliori interpreti del ruolo nelle passate stagioni faticava a incidere come previsto, soprattutto in termini di bonus.

Dalla trasferta di Chiavari in poi, però, arriva la svolta, in linea con la crescita dell’intera squadra. Complice l’assenza per squalifica di Ranocchia, mister Inzaghi schiera Palumbo nel ruolo di regista: una mossa vincente, certificata dall’assist per la rete di Pohjanpalo. Le partite successive confermano l’eccellente momento di forma del centrocampista: 4 assist e 1 gol nelle sei gare seguenti, con un contributo diretto in quasi ogni match (eccezion fatta per la sfida con l’Avellino).

Numeri che pesano, considerando che Palumbo ha partecipato a quasi il 50% delle reti rosanero — 13 in totale — contro Entella, Carrarese, Empoli, Sampdoria, Avellino e Padova. Dopo 18 giornate di campionato, il bilancio recita 5 assist e 1 gol, una media voto in costante crescita e un girone di ritorno tutto da vivere, con l’obiettivo di trascinare il Palermo verso la promozione diretta in Serie A e raggiungere la doppia cifra nei passaggi vincenti.

Se vogliamo trovare una nota dolente nel girone d'andata di Palumbo, la troviamo nelle quattro ammonizioni già accumulate: segnale di una grinta spesso incontenibile, che porta il numero 5 a spendere molte energie e, talvolta, a lasciare il campo anzitempo.