Anglo-Palermitan Trophy, più di un'amichevole: Palermo-CFG, prove d'amore
Le serate estasianti, accecanti, capaci persino di atterrire, di offuscare i sensi, e che però consegnano una vivida testimonianza di quanto strabordante di passione possa essere il trasporto di un popolo per un proprio simbolo di appartenenza. L'Anglo-Palermitan Trophy era stato concepito per rappresentare non solo una celebrazione anticipata per i 125 anni di storia del club, ma anche un momento di connessione, e forse di riconciliazione, tra Palermo e la proprietà del City Football Group, rappresentata in campo dal proprio gioiello più sfarzoso; un evento dedicato e realizzato per mettere in risalto il fascino e l'anima di una città e una piazza che sanno stregare anche dei fuoriclasse abituati a calcare i più prestigiosi palcoscenici del calcio mondiale.
Pippo Inzaghi ha insistito fin dal suo arrivo a Palermo sull'infondere ai propri giocatori un senso di consapevolezza sul privilegio di vestire la maglia rosanero, rappresentato accuratamente da una cornice di pubblico eccezionale, di livello europeo, degna di accogliere un evento dalla risonanza e copertura mediatica globale. Per questo la sfida al Manchester City, molto più che un attendibile test di preparazione al campionato, sarebbe dovuta essere un'ulteriore piccola spinta nell'accensione di un veicolo chiamato a macinare chilometri verso una meta che non può più sfuggire. E assistendo al magnifico spettacolo che il Barbera, assordante e ruggente, ha riservato ai protagonisti in campo si può dire che ogni aspettativa abbia impallidito davanti alla realtà dei fatti.
Il Palermo ha approcciato alla gara senza timore, rispettando fedelmente le direttive del proprio mister e mettendo in mostra un carattere grintoso evidentemente apprezzato dal pubblico rosanero. Nonostante il contesto amichevole, gli uomini di Inzaghi hanno interpretato con agonismo e attenta organizzazione un confronto che li ha visti soffrire alla distanza l'impeccabile palleggio dei Citizens, ma dal quale sono usciti senza sfigurare, e anzi dimostrando di star plasmando una propria precisa identità. Lo 0-3 finale, firmato Haaland e Reijnders con la doppietta, è la corretta sintesi di una disparità tecnica parzialmente assottigliata dallo spirito che il Palermo ha offerto al proprio ritorno a casa.
Genera un inevitabile sorriso ironico mettere a confronto il momento dell'ultima uscita dal prato del Barbera, il 13 maggio dopo il pareggio con la Carrarese, e l'ingresso in campo di Palermo e Manchester City con l'imponente coreografia della Curva Nord a fare da sfondo. Ma l'avvocato Galassi lo ha sottolineato precisamente, la tifoseria palermitana sa accantonare rapidamente malumori e contestazioni nel momento in cui riceve tangibili prove di rispetto e impegno nel volerla elevare più di quanto già non sappia fare da sé. Ed è per questa ragione che l'immagine che immortala le due formazioni mescolate in mezzo al campo, circondate da un brulicante formicaio rosanero, assume i toni di un ampio e genuino abbraccio
Andrea Bosco