Il ruggito del Barbera risveglia il Palermo

Il ruggito del Barbera risveglia il Palermo

Che l'ardore sprigionato dalla fede rosanero possa affievolirsi non è un'ipotesi da prendere in considerazione. Ma le precedenti stagioni erano riuscite a mortificare l'orgoglio di vedere in movimento sul prato verde la maglia del Palermo, quasi completamente prosciugata di quella sua identità forgiata in decenni di agonismo e abnegazione. Per ristabilire un contatto di fiducia con la piazza, occorreva una mossa di autocritica da parte della società, nel suo complesso, e i 31 000 della prima serata di Serie B al Barbera certificano quanto convincente sia stata l'impostazione del nuovo corso targato Pippo Inzaghi. Tecnico sanguigno, schietto, arguto, che ha scosso un ambiente in catalessi e dei giocatori sfiduciati, restituendo al collettivo la certezza di poter afferrare una Serie A che ormai non è più incauto pronunciare. 

Il Palermo che si è presentato al campionato era già in modalità Corsa Promozione, e ha assalito una Reggiana coriacea e determinata con una ferocia che ha infiammato uno stadio già rovente. Sia chiaro, con un approccio meno famelico difficilmente questo avversario sarebbe stato addomesticabile, e questo amplifica la prova dei rosa, organizzati, tenaci, inseriti con criterio in un meccanismo che coinvolge indistintamente ogni calciatore e lo rende ingranaggio funzionale. 

In una fase evidentemente ancora propedeutica alla reale e definitiva espressione del gruppo, il Palermo ha già fissato con chiarezza i paletti della propria identità, sportiva e umana: pressing perpetuo e ragionato, la verticalità immediata come opzione primaria, libertà all'estro individuale, tenuta mentale robusta. Ed è in virtù di queste linee guida che la squadra ha saputo insistere con la pressione del primo tempo, senza lasciarsi offuscare dalla frenesia, riscavalcare nel punteggio gli ospiti a 90 secondi dal pari e gestire gli ultimi 20 minuti limitando senza troppi patemi l'arrembaggio finale.

Dettagli fondamentali, di cui si era ormai persa l'abitudine, ma che sono stati sufficienti ad alimentare delle premesse iniziali confortanti e allettanti in vista di una lunga maratona tutta da gustare. Per la garanzia di raggiungere il traguardo tanto agognato i tempi sono decisamente acerbi, ma che il Palermo abbia gli strumenti per conquistare un popolo già in estasi, be', quella è una certezza già lucida e succosa.