Amarcord '84/85: Mario Piga ricorda le storie esaltanti e tragiche di quell'anno
Abbiamo già visto come negli anni '90 il Palermo alternava con frequenza promozioni in serie B con retrocessioni in C1, a volte anno dopo anno. Ma anche i campionati degli anni '80 i rosanero li hanno disputato sia in B che in C1: questo "saliscendi" era quasi diventato una caratteristica della squadra. Infatti il campionato che vi raccontiamo oggi, quello targato 1984/85, è un campionato di C1, conseguenza della retrocessione subita nel precedente, il 1983/84. Ma, come spesso accadeva, dopo appena un anno di purgatorio la squadra riacciuffò la promozione, e tornò nel campionato cadetti. Ma il 1984/85 non fu un campionato qualsiasi, anonimo, come tanti altri, da ricordare solo per la promozione. Anzi... La squadra era davvero forte. L'allenatore era Tom Rosati, il presidente Roberto Parisi ed il ds Bronzetti. In porta c'era Franco Paleari, l'attuale preparatori dei portieri, e poi, fra gli altri, Tebaldo Bigliardi, Claudio Ranieri, Gianni De Biasi, Petro Maiellaro, Valerio Majo, Onofrio Barone, Antonio De Vitis, Hubert Pircher e Mario Piga.
Ed è proprio il centrocampista Mario Piga il protagonista dell'intervista realizzata da Roberto Pedivellano, che cura "Amarcord - Rosanero Storia", una delle rubriche contenute in "Rotocalcio", la trasmissione televisiva che va in onda ogni martedì su TeleOne, condotta da Michele Sardo e Toni D'Anna.
Quel campionato '84/85 si concluse con la promozione, che, come racconta Mario Piga venne dedicata a due importanti personaggi, protagonisti tragici nelle vicende rosanero di quell'anno. Si riferisce all'allenatore e al presidente. Tom Rosati, che fu presente in panchina fino all'ultima partita, nonostante colpito da una malattia incurabile che lo porterà alla morte poco dopo la fine del campionato, nell'agosto del 1985.
Invece il presidente Roberto Parisi, come ricordato da Piga, venne ucciso, assieme al suo autista, il 16 febbraio 1985, in un tragico agguato a Marinella, una borgata di Palermo, vicino la sede della sua società, l'Icem. Pare che la causa del delitto sia da ricercare nell'appalto per l'illuminazione pubblica vinto dall'Icem poco prima, un settore al quale la mafia teneva molto... Piga ricorda che quel giorno doveva incontrare Parisi per ritirare il premio partita. Il presidente postergò l'appuntamento per altri impegni, e il centrocampista ancora oggi si chiede se questa circostanza gli abbia salvato la vita.
Inoltre, ricorda ancora Mario Piga, sollecitato dalle domande di Roberto Pedivellano, quel campionato fu caratterizzato anche dalle tante partite casalinghe giocate a Trapani, in conseguenza dei lavori in atto alla Favorita, che si preparava ad ospitare le partite di Italia '90.
Nelle partite giocate a Trapani, dice il centrocampista, mancava il calore del pubblico palermitano numeroso e trascinante.
Ma il 12 maggio del 1985, per un Palermo-Messina che Piga ricorda con commozione, i rosanero tornarono nel loro stadio, a Palermo, che era pieno, stracolmo! I rosanero vinsero 1 a 0, con rete di De Vitis, trascinati dall'entusiasmo dei tifosi che in occasione di questa importantissima partita, riempirono tutti gli spalti in ogni ordine di
grado. La vittoria sancì, anche se non matematicamente, ma virtualmente, la promozione del Palermo in serie B.
Redazione