Zamparini non ha fallito. Tutto calcolato

L’ex presidente ha poche volte agito casualmente. E anche stavolta, sembra che in realtà un progetto sia stato studiato e ben attuato.

Zamparini non ha fallito. Tutto calcolato

Si è data gran parte della responsabilità dei risultati di questa stagione alla mancanza di un vero progetto sportivo. La dirigenza, nell’unica persona di Maurizio Zamparini, ha fallito in ogni scelta, dalla costruzione dell’organico, alla scelta della guida tecnica, all’indomani delle dimissioni di Davide Ballardini.

 

Ma l’ex presidente ha raramente agito seguendo un principio di casualità.

E anche stavolta, alla vigilia del closing e con un piede e mezzo in Serie B, sembra che in realtà un progetto sia stato studiato ed attuato.

 

A partire dall’ultima cessione eccellente, quella di Paulo Dybala - che ha consentito al Palermo di chiudere in pari il bilancio del 2015 -, Zamparini ha gradualmente smontato i pezzi del puzzle rosanero: gli ultimi pesanti ingaggi della sua gestione, quelli di Vazquez, Maresca, Sorrentino e Gilardino, sono spariti in un sol colpo quando, al termine della scorsa stagione, l’ex presidente ha venduto o accompagnato alla porta i protagonisti di quella miracolosa salvezza.

 

Elementi chiave dell’organico del Palermo che non sono stati rimpiazzati.

E al notevole risparmio sul monte ingaggi, non è conseguito un investimento. La campagna acquisti estiva ha visto arrivare più direttori sportivi che giocatori di categoria; quella di riparazione, invece di riparare, ha finito di rompere.

 

Viene il ragionevole dubbio che si tratti di una exit strategy in piena regola, con l’obiettivo di rendere finanziariamente più appetibile la società ai nuovi investitori. Un azzardo ragionato: tetto al monte ingaggi (650 mila euro) e acquisti low-cost, tramite consulenze assai care, ma con la possibilità di azzeccare la plusvalenza che ripaghi gli sforzi.

 

E che il risultato fosse la permanenza in Serie A o la retrocessione in B, non era rilevante. Se fosse avvenuto il miracolo della salvezza, bene, sarebbero arrivati quasi 40 milioni euro di diritti tv.

Altrimenti, poco male: il paracadute finanziario, la cui fetta più grossa andrà ai rosanero, non dovrà parare alcuna caduta e si tramuterà così in ossigeno per le casse del Palermo.