Il numero uno rosanero
Zamparini è conosciuto per le decisioni, spesso drastiche, che ha dovuto prendere e che hanno dato al pubblico una certa idea su di lui: “I miei direttori guadagnavano il doppio della concorrenza, ma se mi accorgevo che rubavano andavano subito a casa.
L’immagine che il calcio dà di me non è reale. Prima di prendere una decisione mi confronto, faccio venti telefonate, parlo con i miei dirigenti - ha raccontato a "La Repubblica". - Notte di riflessione? Il più delle volte non succede nulla. È pura strategia. Le cose sono già decise e mi prendo un po’ di tempo prima di comunicarle”.
E ha continuato parlando del
rapporto con gli allenatori: “Ho sbagliato tante volte. Sono uno dei pochi che lo ammette e chiede scusa. Credo che l’importante sia esaminare se stessi e cercare di non sbagliare più.
L’allenatore che non vedevo l’ora di licenziare? Ho due o tre nomi ma non li farò nemmeno sotto tortura. Quello che ha fatto più fatica a mandare via? Quando li caccio sono talmente incazzato che penso solo a cacciarli. Il più delle volte lo faccio per dare una sterzata, ma non funziona quasi mai. Funziona poche volte e quasi mai dal punto di vista tecnico. Può servire dal punto di vista delle motivazioni”.
Il patron rosanero è sceso nel particolare, parlando di alcuni tecnici: “I migliori che ho avuto? A Venezia
Spalletti e
Zaccheroni. A Palermo
Guidolin.
La fregatura più grande? Certamente Schelotto. Un grande allenatore che mi ha deluso umanamente. Ha preso una scusa per andare a casa perché lo aveva chiamato il Boca. Bastava dirmelo, avrei capito. Quando vado all’estero mi riconoscono tutti. Sanno che ho il primato degli esoneri, ma questa è l’immagine errata che il mondo del calcio dà di me. Un mondo che non mi piace più".
Infine ha parlato della sua vita privata: “
In amore non ho mai esonerato. Dopo la separazione dalla prima moglie sono stato single per anni. Adesso sono felicemente sposato con la mia seconda moglie. Io sono uno fedele. Sono a Palermo da quattordici anni e sfido chiunque a dire di avermi visto frequentare una donna. La stessa cosa vale per i miei anni a Venezia”.