Viviani e Defrel hanno scelto  Verona e Sassuolo per "un pugno di migliaia di euro"?

Diciamoci la verità. Siamo rimasti tutti delusi per gli epiloghi delle lunghe trattative che vedevano protagonisti Viviani e Defrel. Non tanto perché alla fine siano andati a giocare in altre squadre, visto che  il loro reale valore è ancora tutto da dimostrare, quanto per i rifiuti dei due ragazzi al trasferimento in rosanero, scegliendo invece due provinciali senza particolare appeal. Abbiamo seguito pazientemente le trattative che sono andate avanti per settimane, infarcite di dichiarazioni dei dirigenti coinvolti nei colloqui che lasciavano presagire la più ovvia e logica soluzione dell'"affare" in atto, cioè  un epilogo favorevole ai colori rosanero. E invece no. Prima Viviani, che in zona Cesarini, quando già erano fissate le visite mediche a Palermo, ha avuto un ripensamento. Il suo procuratore Pocetta ha cercato di spiegarlo con motivazioni fumose, ma il centrocampista è volato  di corsa a Verona. Poi, però, il caso si è ripetuto con Defrel, che è apparso tentennante e irresoluto. Quando l'affare tra Palermo e Cesena era già concluso nei minimi particolari,  ha preso del tempo, annunciando per bocca del suo agente, sempre Pocetta,  che doveva studiare i "programmi" delle società, vedere quello che era più confacente a lui e decidere dove andare. Alla fine abbiamo preso atto che ha scelto il Sassuolo, squadra non di primissima fascia (e neppure di seconda...), così come non lo è  il Verona di Viviani. Non crediamo che la motivazione possa essere cercata per entrambi nella presunta antipatia che nutrirebbe  Pocetta verso il Palermo, che qualcuno ha voluto tirare in ballo, perché non troviamo motivazioni. Riteniamo che il procuratore non abbia soverchie colpe, perché, così come tutti, ha svolto il lavoro per il quale è pagato, che è quello di trovare le migliori condizioni per i suoi assistiti. La motivazione è da ricercare, a nostro avviso, alla voce "ingaggio". Ci sembra evidente, che sia il Verona sia il Sassuolo possano avere suonato il tasto giusto e aver superato quindi  di "un pugno di migliaia di euro" quanto proposto ai due ragazzi dal Palermo, e sia Viviani che Defrel alla fine abbiano scelto chi ha messo più soldi nelle loro tasche e nei loro conti in banca. Pensare che questo presunto blitz è stato realizzato da due squadre che hanno bilanci inferiori a quello del club rosanero... Se davvero fosse così, deduciamo che  se non dovesse cambiare qualcosa nella politica del tetto ingaggi di viale del Fante, quanto visto recentemente succederà ancora: le trattative saranno ancora definite dai giocatori, che troveranno la loro sistemazione finale  in quelle società che hanno i cordoni delle borse più larghi. E questo vale anche nelle definizioni dei rinnovi dei contratti: la politica sugli ingaggi portata avanti in casa rosanero ha portato lontano da Palermo molti protagonisti delle vicende delle ultime stagioni, anche molto amati dalla tifoseria. Non è nostra intenzione entrare nel merito degli orientamenti societari, ma di fatto, a nostro avviso, le cose stanno così. (p.m.)