Vialli: "Non servono più sergenti di ferro, ma scelte pragmatiche. Il Palermo non ha un'identità di gioco"

Stagione turbolenta dei rosanero caratterizzata da esoneri e diatribe che hanno portato il Palermo a dover combattere per la permanenza in Serie A. Di questi argomenti ne ha parlato l'ex giocatore della Juventus Gianluca Vialli

L'opinionista televisivo, Gianluca Vialli, ai microfoni de "La Republica" ha parlato della stagione burrascosa del Palermo e del neo allenatore rosanero Walter Novellino: "La stagione del Palermo è stata parecchio interessante sotto diversi punti di vista. Ogni novità che arriva sui rosanero finisce per non sorprendere più. Il ritiro, gli ultrà, troppi esoneri e gli allenatori che fanno la voce grossa sono strategie controproducenti: quando non arrivano i risultati una squadra si deprime da sola. E la paura attecchisce più facilmente in un gruppo dal morale basso. Quando giochi con questi presupposti non puoi fare bene. Mi ha fatto piacere che la prima mossa di Novellino sia stata puntare sulla serenità e sul recupero della fiducia. Adesso non servono sergenti di ferro, ma scelte pragmatiche e provare ad affidarsi ai giocatori più esperti". L'ex allenatore del Chelsea ha commentato la spiacevole diatriba tra Sorrentino e Ballardini, inoltre, ha detto la sua sulla lotta salvezza: "Per quanto riguarda la lite fra il capitano e l'ex allenatore dei rosanero faccio fatica a giudicare, ma io non lo avrei fatto: avrei cercato di difendermi dalle critiche sulla mia professionalità, quello sì, ma mi sarei fermato lì. Pero quando si tratta di difendere se stessi e il bene della squadra è giusto che un giocatore si faccia sentire. Ai rosa mancano la continuità della guida tecnica che hanno avuto le altre. Il Palermo cerca un’identità di gioco che Carpi e Frosinone hanno trovato. Alla fine si salverà solamente chi avrà i nervi più saldi. Il tipo di calendario adesso conta meno del carattere che devono tirare fuori i giocatori. Ci saranno sconfitte, ma si salverà chi si rialzerà senza portarsi dietro troppe scorie. Vazquez è l’unico in grado fare giocate decisive, ma deve capire che non deve giocare da solo: quelli come lui devono coinvolgere i compagni".