Nel corso di una
lunga intervista rilasciata per "Carlos Paz Deportivo Magazine", il fantasista rosanero
Franco Vazquez ha parlato di sé, della sua vita privata e della carriera. Protagonista, insieme a
Dybala, di una stagione condotta ad alti livelli, ha esordito proprio parlando del suo rapporto con il connazionale compagno di reparto al Palermo: «
Per me e Paulo le cose vanno alla grande adesso, ci intendiamo molto bene sia dentro che fuori dal campo. Avere un buon rapporto al di fuori dal campo è importante, perché ci permette di trovarci con uno sguardo quando giochiamo.
Lui è cresciuto molto sia fisicamente che tecnicamente, due aspetti sotto i quali era stato parecchio criticato. Siamo consapevoli però che non è sufficiente tutto ciò, dobbiamo continuare a lavorare e rimanere umili, perché c'è ancora parecchio da fare per poterci affermare.
La nostra strada è lunga».
Il fantasista del Palermo, idolo dei
tifosi rosanero, si è poi soffermato anche sul calore e la passione dei palermitani che lo seguono: «Devo ammettere che sono
molto passionali e fanatici. L'anno scorso ci fu
una festa assurda per la promozione in serie A. Ricordo ancora quanta gente ha aspettato per diverse ore al "Barbera" per poter festeggiare con noi quel traguardo. I tifosi italiani, un po' come quelli argentini, vivono per il calcio e per la propria squadra. Io però posso parlare per quelli del Palermo e in generale della gente meridionale. Mi hanno detto che qui al Sud sono tutti più passionali, mentre
al Nord dicono che i tifosi siano più freddi».
Le ottime prestazioni di cui si è reso protagonista nel corso della stagione hanno attirato su di lui l'interesse del ct della nazionale azzurra
Antonio Conte. Sulla sua possibile convocazione in Italia ha detto: «Circolano tante voci sulla convocazione in maglia azzurra, ma fino a questo momento non ho sentito nessuno in tal senso. Ovviamente sarei orgoglioso di poter far parte di una nazionale prestigiosa come quella dell'Italia. Conte è venuto tempo fa ad un allenamento, poi ha parlato con me di cose di calcio e mi ha chiesto se ero disponibile per la nazionale italiana, ed io gli ho fatto capire che la mia risposta era positiva. Sarebbe un passo importante per la mia carriera,
un treno che non posso lasciarmi scappare, ho l'età giusta per prendere questa decisione.
Quello della nazionale argentina è un sogno irrealizzabile, come lo sono tutte le chiamate per le grandi nazionali come anche l'Italia. Io devo continuare a lavorare, poi spetterà il tecnico a valutare se tenermi in considerazione».
Ma non solo Conte si è accorto del talento del numero 20 rosanero. Sono infatti tanti i club, non solo italiani, che sarebbero interessati ad acquisire il cartellino del fantasista argentino: «Ho rinnovato di recente il mio contratto con il Palermo. Intanto penso a terminare al meglio questo campionato. La mia intenzione ovviamente è quella di crescere sempre di più da tutti i punti di vista.
Se dovesse arrivare un'offerta io e il Palermo valuteremo e prenderemo la decisione migliore per entrambe le parti. Qui in Italia sto bene, ci sono tanti giocatori forti. Quello più forte affrontato finora è
Kovacicdell'Inter, mi ricorda molto Iniesta per il suo stile perché è molto rapido con le gambe e la palla gli rimane attaccata ai piedi».
Se Vazquez oggi è un elemento fondamentale del Palermo, sicuramente gran parte del merito è del tecnico
Beppe Iachini, che lo ha reinserito in squadra e lo ha fatto crescere. Su di lui ha detto: «
Il mister è un motivatore, ricerca sempre il dettaglio da migliorare. Lavora molto sulla parte tattica e prepara bene le partite. Ha creato i presupposti per farmi rendere al meglio,
con lui adesso ciò che faccio funziona. Adesso so anche come difendere e come comportarmi nella fase di non possesso, e questo grazie a Iachini. Nel 3-5-2 che ha creato sono un po' seconda punta e un po' trequartista; colui che funge da collante fra centrocampo e attacco. Dybala in attacco e io dietro che invento. Ho anche svolto il ruolo della mezzala sinistra, quando avevamo bisogno di aggrapparci al risultato».
A proposito delle difficoltà dei suoi esordi in maglia rosa ha aggiunto: «
Ho passato due anni a cercare di adattarmi, per fortuna ho sempre avuto la mia famiglia e la mia fidanzata accanto che non mi hanno mai fatto abbattere. Devo ringraziare loro per ciò che sto ottenendo. Ho pensato mille volte a tornare in Argentina. Sono stati due anni difficili, però sapevo quando sono venuto qui che avrei iniziato da zero e che dovevo lavorare tanto per guadagnarmi qualcosa. Ho provato ad andare avanti a testa bassa, sebbene ci fossero
giorni in cui non avevo nemmeno voglia di allenarmi. Tornare in patria però sarebbe stato il percorso più facile. Questi momenti mi hanno aiutato a crescere come persona e come giocatore. Tutto quello che ho ottenuto è arrivato con lo sforzo e col lavoro. Alla fine
ho dimostrato che tutti si erano sbagliati sul mio conto».
C'è spazio anche per parlare della trionfale stagione in Serie B: «
Scendere in B ha fatto bene ai tifosi, ai dirigenti ed ai giocatori. Oggi stiamo facendo un gran campionato raggiungendo la salvezza. La nostra arma principale è il gruppo, ognuno di noi dà il massimo per il bene di questa squadra».
Infine qualche battuta sull'ultima partita giocata con la maglia del
Belgrano contro l'Arsenal: «Di quel match conservo ricordi splendidi e brillanti. Fu una partita molto emozionante per me perché si trattava del mio addio e sapevo che lì si sarebbe chiuso
un capitolo della mia vita che mi aveva reso felicissimo. Negli attimi che precedevano quella gara, Olave e Turus (ex compagni), mi dissero che avrebbero voluto farmi indossare la
fascia da capitano in occasione di quell’appuntamento speciale. Fu un gesto splendido da parte loro. Segnai anche un gol che rimarrà per sempre nel mio cuore: è stato certamente uno dei gol più importanti della mia carriera. Ma devo ammettere che ci sono state anche altre reti fondamentali nel frattempo: penso ai gol segnati contro l’
Inter e col
Napoli vestendo la maglia del Palermo. Oppure il
gol promozione contro il Novara. Tornare al Belgrano? Sì, l’ho già detto in diverse occasioni.
Terminerò la mia carriera con la maglia de ‘los Piratas'».
Sonia Melilli