Vasic ha detto tutto contro l'Udinese. E questo Palermo ha bisogno di tutti
Pippo Inzaghi aveva parlato di reset, ma quanto è difficile cancellare ogni pregiudizio, ripartire da zero, non pensare al passato. Anche per i calciatori non è semplice, perché la fiducia non si riacquisisce da un giorno all'altro e serve tempo e serve giocare.
Ieri Aljosa Vasic ha disputato i suoi primi minuti ufficiali della stagione. Non si è reso protagonista di una prestazione magnifica, ma ha realmente dato tutto per la causa: a un quarto d'ora dalla fine, complice il fatto di non avere mai giocato quest'anno, si è disteso a terra coi crampi, ma è rimasto in campo fino alla fine.
La valutazione nei confronti del calciatore deve tenere conto di tutti questi fattori, non si può guardare semplicemente al campo. Inzaghi ha già fatto intendere che avrà bisogno di tutti e l'abnegazione di uno come Vasic potrebbe rivelarsi preziosa nei finali di gara per allontanare la pressione e rendersi pericoloso.
Anche altri suoi compagni, tra disattenzioni e sbavature, hanno fornito il proprio contributo. Giovane ha commesso un'ingenuità sul 2-0, ma si è proposto spesso; Veroli ha saputo contenere nei momenti di pressione, Peda ha disputato una prestazione convincente, Blin si è disimpegnato ottimamente nel primo tempo e lo stesso Corona, nonostante i numerosi e vistosi errori sotto porta, ha partecipato attivamente alla manovra. Tra titolari e sostituti, anche in una gara di Coppa Italia che aveva poco significato per le priorità del Palermo, la squadra ha dato tutto. Quante volte non è successo lo scorso anno? Tante volte e accadeva fino a pochi mesi fa, perfino nella gara playoff contro la Juve Stabia.
Cambiare mentalità, anzi stravolgerla, non è mai qualcosa di immediato. C'è qualcosa di più nella gara di Vasic e dei suoi compagni, c'è una squadra che fino al 97' ha provato a riprenderla e per poco non ci riusciva. Ora c'è solo il campionato e tutti hanno ben capito quale sia l'obiettivo.