Un'ora alla pari, poi l'ennesimo crollo
Juventus-Palermo 4-0. Al 65' secondo gol e partita a senso unico. Che batosta. La classifica ora è tragica.
Non c’è spazio per l’utopia, per dare concretezze a sogni e iperboli, specie allo Juventus Stadium. Se poi, c’è anche il sorpasso del Frosinone, è davvero notte fonda. Finisce come doveva finire, con la materializzazione di un incubo, contro la Juventus. Il Palermo affonda 4-0 e avvicina l’abisso. Non è bastata nemmeno una Juve a scartamento ridotto, sotto ritmo per almeno un’ora abbondante di gioco: per i rosa, troppo anche una delle versioni bianconere più sbiadite degli ultimi tempi. Ballardini prescinde “dall’imprescindibile” (cit. Ballardini) Gilardino e allo Juventus Stadium il Palermo comincia senza punte di ruolo. Un 3-5-2 da “tutti dietro e ripartiamo” che ha come immediato effetto il vantaggio della Juventus. Assalti bianconeri sin calcio d’inizio, dopo dieci minuti il gol di Khedira (e che gol): controllo in area su cross di Pogba e battuta a rete. Bravo il tedesco ma tutto solo, a colpire nell’incomprensione di marcatura tra Andelkovic e Lazaar. Si fa male Marchisio, costretto a lasciare il campo, e la Juve cala di consistenza.
Qui comincia la partita di un buon Palermo, più pimpante e reattivo, soprattutto per vie centrali. Serve un salvataggio sulla linea di Barzagli, addirittura, per scongiurare il pari per bianconeri, quando Trajkovski su assist di Vazquez trova il muro dell’ex capitano rosanero. La squadra di Ballardini trova soluzioni, nonostante un possesso palla di poco superiore al 30 per cento, anche perché la Juve, nel primo tempo, ha chiaramente preso sottogamba l’impegno. Così, traversa di Pogba a parte, grazie alla deviazione di un super Sorrentino, anche Chochev sfiora il pareggio, con una girata dall’interno dell’area. Insomma, si va negli spogliatoi con un filo di rammarico e sotto di un solo gol.
Quando si riparte, le cose non cambiano: è la Juve a fare la partita ma a ritmi insolitamente compassati e poco incisivi. Gli uomini di Allegri concedono ma i rosa non sfruttano. Anzi, si fanno male con un’altra disattenzione difensiva. Quella del 2-0 di Pogba: calcio d’angolo che attraversa tutta l’area di rigore sino al francese, lasciato solo per colpire ancora da Lazaar. Qui, il punto di rottura che porta il Palermo a crollare e a sfaldarsi. Così Cuadrado fa il 3-0 con una perla delle sue e Padoin, subentrato, sigilla il tabellino sul 4-0.
Quattro schiaffi pesantissimi, massacranti, da ko. Il Palermo è al tappeto, alle soglie della serie B. Senza alcun segnale di risveglio.
Redazione