Un "invito" poco invitante. Chiedere le maglie non ha niente a che vedere con lo sport sano
Al termine della gara contro la Spezia, i calciatori del Palermo sarebbero stati 'invitati' a togliersi la maglia poiché non degni di indossarla: si tratta di un gesto di estrema umiliazione per i calciatori, fin troppo severo poiché si parla soltanto di sport. In Italia non si è ancora capaci di scindere le cose: la rabbia per una partita persa e mal giocata non è un lasciapassare per immagini a dir poco inguardabili, più della partita dei rosa al "Picco" (ed è quanto dire).
Si parla di un 'invito' a lasciare le maglie nel post della Curva Nord 12. Eppure, guardando meglio quelle dita puntate su tutti quanti i calciatori, per di più con un fare non proprio benevolo, non penseremmo a un vero e proprio 'invito'. Ma, evidentemente, le parole che non abbiamo sentito saranno state accoglienti, sicuramente calorose.
La Curva Nord afferma inoltre che "le maglie sono state regalate ai bambini". Ma il fine non può giustificare i mezzi in questo caso. E chi scrive non nasconde la curiosità di conoscere la reazione di questi fortunati bimbi nel ricevere un dono non proprio spontaneo. Probabilmente nessuno avrà loro spiegato come sono andate veramente le cose.
C'è anche da domandarsi per quale ragione sia ancora percepito come necessario il confronto verbale sotto la curva. Sono però dinamiche tipicamente italiane: è successo una settimana fa ad Empoli nei confronti dei 'Campioni d'Italia' del Napoli, a Bari si è perfino proposta la "tregua" e si fatica a comprendere se qui stiamo ancora parlando di sport.
Nessuno può negare che la tifoseria è stata da sempre vicina con la squadra, l'ha sostenuta in ogni dove sobbarcandosi costi in termini di tempo e denaro non proprio indifferenti. Pertanto, ha tutto il diritto di contestare. Appunto, contestare. Chiedere le maglie è un'altra cosa e sarebbe bene non assistere più a scene simili.