Tutti a lezione da capitan Sorrentino

Manuel Mannino

Tutti a lezione da capitan Sorrentino

È su un grande portiere che si fonda una grande squadra: l'estremo difensore, spesso il numero 1. Anche quando sceglie di indossare un altro numero, il portiere è il primo degli undici: è fonte di sicurezza per i difensori e di scoramento per gli attaccanti avversari; è la speranza di poter fare gol senza averne subiti, cioè di vincere. Il portiere è al principio di ogni prestazione vincente. È una verità che si svela guardando le partite del Palermo: Stefano Sorrentino è l'anima che questa squadra dovrebbe avere, ma non ha.
Sulla bravura del capitano si sono esauriti gli argomenti. Ma il carisma e la tenacia, la prestanza fisica frutto del lavoro, il coraggio e la convinzione di poter vincere sempre sono elementi che elevano il capitano a guida unica di questo Palermo.
Se scendessero in campo undici Sorrentino, non potremmo che applaudire ad ogni fischio finale, qualunque sia il risultato. E, infatti, non preoccupano tanto i risultati (sono sempre quattro punti in tre match complicati) quanto la prestazione. Ha ragione Zamparini quando parla di ''calci in culo'' dopo Napoli, ma sbaglia bersaglio. Non Iachini, ma i vari Lazaar e Struna andrebbero presi a pedate (strutturali e produttive, s’intende): erano imbambolati.
In alcuni interpreti del Palermo c’è un deficit di personalità che non potrà essere colmato dai pochi giocatori tecnicamente abili che Iachini ha a disposizione.
E allora, in assenza della spinta emotiva, quattro calci all’orgoglio smarrito e speriamo di riscoprire le motivazioni.
Intanto, tutti a lezione da Sorrentino, vero ed estremo difensore del cuore rosanero.

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