Sorrentino: "Rinnovo? Ancora non ci siamo. I tifosi meritano impegno e rispetto"

Il capitano del Palermo Stefano Sorrentino, in una lunga intervista al quotidiano L'Arena, ha parlato del suo trascorso a Chievo e della situazione attuale col Palermo

Il capitano del Palermo Stefano Sorrentino, intervistato dal quotidiano L'Arena, in vista del match contro il Chievo, ha parlato inizialmente del suo rapporto col presidente dei clivensi, Campdelli: "Mi resi conto che Campedelli mi aveva dato tanto. Non poteva finire così tra di noi. Lo cercai a lungo. Niente da fare per sei mesi. Non riuscii a parlargli. Ma poi arrivò l’occasione giusta. Ci siamo parlati, ci siamo chiariti. E finalmente il rapporto è tornato ad essere molto buono. Tanto che le nostre strade potevano ricongiungersi". L'ADDIO AL CHIEVO - "Vivevo un momento difficile – ha ammesso Sorrentino -. Mi stavo separando, stavo cambiando procuratore, con il direttore Sartori il rapporto era logoro. Pensavo di poter andare alla Roma, poi alla Juve. Per un capriccio le trattative finirono per saltare. Si creò una situazione di tensione. Sono onesto: anch’io non mi piacevo più, ero poco lucido e ci lasciammo male". IL RINNOVO COL PALERMO - "Sono in scadenza, il Palermo mi ha fatto la sua proposta di rinnovo. Io ho rilanciato con la mia. Per il momento non ci siamo trovati - ha spiegato l’estremo difensore rosanero-. Ho detto di no ad un’offerta dall’America. Dovrei allontanarmi troppo dai miei affetti. Non voglio farlo". IL CHIEVO DI OGGI  - "E' una bella squadra, spumeggiante, divertente. Si è salvata con tranquillità. Merito di Campedelli, del club, dei ragazzi. Cambiano le facce ma resta la filosofia. Maran, oggi, è l’uomo giusto. Il progetto va avanti con successo. Inglese - continua il portiere rosanero - è una bella rivelazione. Bizzarri ha dimostrato di essere portiere molto valido. Pellissier dà sempre l’anima. Mi piace il dinamismo di Castro e la classe di Birsa. Cesar è una roccia. Dainelli l’esperienza. E a proposito di Dario – racconta Sorrentino -, sono dispiaciuto per il suo infortunio. L’ho già sentito al telefono. Gli ho fatto forza. Si riprenderà. Mi aveva stupito Meggiorini, che ad inizio stagione era partito come un razzo. Ma il Chievo è fatto di uomini veri come Sardo. Si allena, aspetta il suo turno, e quando viene chiamato in casa fa sempre il suo. Mi sarebbe piaciuto rivedere anche Paloschi. Ma gli è arrivata un’offerta irrinunciabile. E giustamente non se l’è fatta scappare. Il Chievo si è trovato a gennaio con poco da correggere in corsa. Chi entra, non accusa il colpo. Prendi Spolli. Li stanno tutti bene. E ricordo con piacere pure Squizzi". "Come affrontiamo questa gara? Il Bentegodi è il campo che ci ha regalato quest’anno l’ultima vittoria in trasferta in un momento particolare della nostra stagione. Da allora non è più successo. Abbiamo bisogno di punti". IL MANCATO RITORNO A VERONA - "Si è vero, confermo tutto. È successo più volte. In almeno tre casi: due nella sessione invernale del mercato, ed uno in estate. Sono stato davvero ad un passo dal tornare a Verona. Ma non se n’è fatto niente". SALVEZZA - "Nella testa oggi ho solo Palermo e la salvezza. I nostri tifosi meritano rispetto e impegno. Quando ho scelto questa maglia - conclude Sorrentino -  sapevo di approdare in uno dei più grandi club del Sud. Daremo tutto".