Sorrentino a Palermo: «Questa città è entrata nel mio cuore»
Le parole dell'ex capitano rosanero alla presentazione del libro Gli occhi della tigre.
A Palermo per la presentazione del suo libro autobiografico 'Gli occhi della tigre', l'ex rosanero Stefano Sorrentino ha parlato anche della sua esperienza a Palermo: «Anche se è passato un anno fa ridere, ma fa anche piacere che la gente quando mi incontra per strada mi chiami sempre “il capitano”. Palermo è entrata nel mio cuore, sia a me che alla mia famiglia».
Una città ed una squadra che hanno dato tanto a Sorrentino e tanto hanno ricevuto: «La parte su Palermo è importante e sostanziosa – aggiunge – , ci sono tanti aneddoti che hanno arricchito il libro. Senza Palermo avremmo fatto due capitoli in meno (ride, ndr). In tutti gli spogliatoi ci sono state delle vicende. Quello che era significativo e importante metterlo è stato messo, è giusto che la gente sappia come sono andate le cose».
E in mezzo ai ricordi, c'è spazio anche per la valutazione di questa stagione, appena terminata con la retrocessione del Palermo: «Da tifoso mi dispiace per la retrocessione del Palermo - dice Sorrentino - ma non so quello che è successo nello spogliatoio. Vedere la squadra retrocedere non mi ha fatto bene, se l’anno prima ho potuto dare tutto me stesso quest’anno non l’ho potuto aiutare. Mi dispiace, spero che torni il prima possibile in Serie A visto che è la categoria che merita. Quello che sta succedendo negli ultimi anni bisognerebbe chiederlo a Zamparini, probabilmente c’è stata qualche scelta sbagliata come il cambiare sempre allenatori. Prima gli ha portato dei frutti, ultimamente no. Questo momento è importante per il Palermo vista la cessione, anche le grandi squadre che hanno venduto c’hanno messo del tempo ed i risultati all’inizio non sono venuti».
Adesso la proprietà potrebbe cambiare. Paul Baccaglini è in procinto di rilevare la società rosanero: «L’ho sentito il giorno del mio compleanno. Un mio amico mi girò una foto in cui lui mi faceva gli auguri. Chiesi ad Andrea Siracusa (dell'ufficio stampa del Palermo, ndr) se era quello l’account facebook di Baccaglini, non lo era e quindi me lo passò al telefono. Mi fece gli auguri e mi disse che mi avrebbe voluto conoscere di persona, poi non c’è stata l’occasione. È stata una telefonata simpatica».
Per il closing manca poco: «Nel momento in cui Baccaglini diventerà proprietario e avrà potere credo che farà una conferenza e farà in modo di dire le cose come stanno per mettere giù dei programmi importanti. Non sapendo chi c’è intorno, però, non posso esprimermi. Servirà organizzazione importante per fare la scelta giusta».
A cedere il passo sarà Maurizio Zamparini, presidente per quindici anni, tra alti e bassi: «Zamparini mi ha voluto fortemente a Palermo, devo ringraziarlo. Grazie a Iachini ho preso la fascia di capitano. Zamparini è così, si innamora e si disinnamora facilmente. Per ogni sessione di mercato ha provato a vendermi, ma alla fine sono il portiere del Palermo con il maggior numero di presenze in Serie A della storia. Anche dopo la lite con Ballardini non mi mise fuori squadra, per esempio. Nel momento in cui sono diventato capitano mi è capitato di sentirlo un po’ di più, prima lo vedevo soltanto quando veniva in città. Mi chiamava, soprattutto per comunicarmi che aveva esonerato un allenatore».
Un ritorno a Palermo? Sorrentino esclude questa possibilità: «No, ho due anni di contratto e finirò a Verona. È giusto che io finisca là. Nel mio futuro la mia idea è di ricoprire un ruolo dirigenziale più che di campo. Non potevo accettare di essere retrocesso due volte con il Palermo, era giusto finire l’anno scorso in quel modo per dare spazio a qualcun altro»
Redazione