Senza idee e metodo si finisce così
I risultati del Palermo sono una conseguenza di mancanza di idee
Per fare il grande calcio principalmente ci vogliono i soldi; per fare del buon calcio e restare ad alti livelli ci vogliono prima ancora di quel capitale che pur non guasta, idee e metodo. Quest’estate all’organico del Palermo mancavano tanti elementi che non ha senso elencare per l’ennesima volta: se ne è scritto e parlato abbastanza.
Sarebbe bastato veramente poco (sicuramente molto meno di quanto è stato speso tra dirigenti, allenatori e commissioni per autentiche scommesse che si son rivelate disastrose) per arrivare a prendere ciò che serviva a questa squadra, pur tanto che fosse. Chiedere in prestito alle grandi squadre giocatori che possono essere utili non è certamente vergogna, così come è saggio vedere se tra le squadre di media-bassa classifica o tra gli svincolati ci sono giocatori d’esperienza finiti ai margini in grado di poter servire la causa. Uno sforzo ragionato e nemmeno troppo grande.
Crotone ed Empoli non hanno superiori possibilità economiche rispetto al Palermo: probabilmente sono messe persino peggio e comunque le cifre orbitate intorno alla società rosanero negli anni non le hanno mai viste, eppure adesso sono lì. A inizio stagione i pitagorici (che sembravano la squadra più scarsa mai vista negli ultimi 30 anni di Serie A) hanno implementato l’organico al meglio delle loro opportunità prendendo qualche giocatore collaudato in A e sostituendo l’uomo chiave Budimir con Falcinelli; i toscani, che ogni anno perdono i loro pezzi pregiati, quest’anno hanno persino venduto il loro giocatore migliore a gennaio (Saponara, sostituendolo comunque con El Kaddouri) limitandosi ad un minimo sindacale che però è stato fatto.
E così, mentre l’Empoli espugnava San Siro ed il Crotone rimontava a “Marassi” su una Sampdoria lanciatissima, il Palermo veniva piallato dalla Lazio in una partita che non merita aggettivi per essere descritta ma solo un laconico silenzio. Fermo immagine.
Per quest’anno le cose sono andate come sono andate e si sa sostanzialmente chi è l’artefice di questo “capolavoro”: ognuno ne tragga le conclusioni che vuole. E’ importante però che chi verrà a livello societario, riparta dalla consapevolezza che quanto visto ieri e in questa stagione non è accettabile non solo a livello sportivo ma anche a livello d’immagine. Prima ancora che di soldi, di closing, di proclami, di tweet alla Force India e altre amenità, il Palermo ha bisogno di idee e metodo per ripartire e, soprattutto, per ritrovare quel legame simbiotico con una città che sta smettendo di credere nei suoi colori.
Redazione