Reggiana-Palermo 2-1, le pagelle: la fiera della mediocrità
Nono ko stagionale per il Palermo di Alessio Dionisi, che esce sconfitto 2-1 nella sfida andata in scena al "Mapei Stadium" di Reggio Emilia contro la Reggiana di William Viali. Squadra che rientra nei ranghi della mediocrità, in virtù di una prestazione nettamente deludente da parte dell'intero collettivo, dal quale emergono soltanto alcuni buoni spunti da parte di Filippo Ranocchia e Valerio Verre, subentrato nella ripresa. Un gradino sopra tutti, Pietro Ceccaroni. Per il centrale di difesa, nostro migliore in campo, continuità prestazionale e abnegazione, condite dal gol del momentaneamente pareggio messo a segno, primo centro in campionato.
LE PAGELLE DI REGGIANA-PALERMO 2-1
SIRIGU 5 - Un netto passo indietro rispetto alla sicurezza trasmessa nelle due precedenti partite. La difesa è meno lucida, e questo lo tiene in apprensione costante; appare meno reattivo nei movimenti ed è impreciso nei rilanci. Evidente la responsabilità sul primo gol, con la palla che passa dove non dovrebbe mai, mentre nel secondo, sebbene il tiro sia ben indirizzato, l'impressione è che gli manchi un po' di spinta nelle gambe.
BANIYA 4,5 - Il colosso italo-turco ha il potenziale per diventare un buonissimo difensore, ma al momento deficita ancora troppo in termini di concentrazione e pulizia della tecnica difensiva. Strano a dirsi, ma soffre il confronto fisico con Gondo, ed è meno pronto del solito nei duelli con gli avversari. La velocità di Portanova e non solo lo fa arrancare in più di un'occasione, ed è in ritardo in diversi posizionamenti. La voragine che lascia a inizio ripresa per l'inserimento di Sersanti, con annesso corpo a corpo affrontato con troppa morbidezza, certifica la sua giornata fortemente negativa.
NIKOLAOU 5 - Lo si era intuito con la Juve Stabia, si è trovata la conferma con la Reggiana: non ha l'autorevolezza tecnica necessaria a imbastire l'azione, specie coi lanci lunghi. In verità gli manca anche una certa leadership caratteriale, ma non è certo un mistero, e come accaduto già in passato, appena la barca inizia a ondeggiare in maniera più energica la presa sul timone gli sfugge. In difficoltà nelle azioni di copertura, appena gli avversari accelerano va in affanno.
CECCARONI 6+ - La crescita dell'ex Venezia è una nota lieta tra le poche di questa stagione, e in questa posizione ha il terreno ideale per far fruttare le sue qualità in entrambe le fasi. Si era inserito in area più volte nelle ultime partite, e stavolta una spizzata ben piazzata lo premia con un gol meritato. Dei tre dietro è il più equilibrato, attento, costantemente attivo nella partita. Approccio da trascinatore, l'ultimo ad arrendersi anche nel finale critico.
PIEROZZI 4,5 - L'ombra dello stantuffo ammirato un paio d'anni fa a Reggio Calabria. Appare spesso spaesato dietro, come se l'insicurezza gli impedisse di compiere la scelta più logica ed efficace, come quando gestisce in maniera rivedibile il pallone che poi darà vita al corner dal vantaggio granata. Anche nel 2-1 concorre alla colpa di aver lasciato una prateria a Sersanti. In avanti si propone in maniera prevedibile e sopratutto fiacca, senza sfondare come ha dimostrato di saper fare in carriera
RANOCCHIA 6 - Se non avesse impostato il timer dell'accensione a intervalli ogni partita sarebbe uno spettacolo. La qualità del numero 10 è indiscutibile, lo sappiamo noi e lo sa lui, per questo è doveroso essere esigenti. Prima fase in ombra, poi l'illuminante assist per il pari di Ceccaroni. Allora prende coraggio e aumenta i giri, diventa punto di riferimento delle trame rosanero e con lui in carburazione cresce anche la fiducia di poter essere più pericolosi. Purtroppo non va oltre un certo limite, anche se, per come tocca il pallone, è un peccato mortale che ancora non abbia raggiunto il giusto equilibrio.
VASIC 5 - Poteva essere l'occasione per affermarsi come titolare dopo gli ultimi ingressi positivi, invece ha confermato di essere ancora troppi acerbo per garantire efficienza fin dal primo minuto. Non gli manca neanche la personalità, ma il passo, la struttura e forse la malizia per rivaleggiare con certi avversari e spuntarla. Chiaramente non ha le caratteristiche per offrire il filtro di un Segre, ma non risulta brillante neanche in inserimento o gestione del possesso.
GOMES 5 - Da qualche tempo non spadroneggia in mezzo al campo come qualche mese fa, e la mediana della Reggiana lo tiene bada con facilità. Senza Segre deve dedicarsi più alla copertura, ma il Palermo soffre il dinamismo e il vigore fisico degli avversari. Rispetto al solito gestisce pochi palloni, senza quegli strappi a guadagnare metri in profondità a cui ci ha abituato con regolarità.
LUND 5 - Nulla di diverso dal giocatore che conosciamo, tra pregi e difetti. Parte in maniera propositiva, cercando di farsi vedere in avanti per quelle che sono le sue doti di spinta, ma perde progressivamente il ritmo giusto nel corso del match. Nella ripresa poi il calo è più marcato, e dietro inizia a soffrire non poco, con errori di leggerezza anche nella lettura di certe situazioni, come quando Vergara lo beffa con facilità quasi sulla linea di fondo, in un'azione che stava per generare il 3-1
BRUNORI 5 - Impegno costante, ma pochissima concretezza. Nel primo tempo, ben servito da Le Douaron, manca una conclusione di prima cercando un controllo di troppo. Non spreca mai il possesso, scende a prendersi qualche pallone, ripiega con grande sacrificio, ma offensivamente è spento e viene contenuto dai difensori avversari senza riuscire a sorprenderli. Si interstadisce nella ricerca di contatti fallosi in area di rigore, mancando invece la concentrazione sulla finalizzazione
LE DOUARON 5,5 - Guardando bene, e il giocatore ad avere avuto a disposizione le palle gol migliori, costruite anche per suo merito, senza dubbio. Ma se per il colpo di testa tolto dalla porta da Libutti non gli si può rimproverare nulla, le occasoni cestinate da posizioni favorevole, sparate entrambe in curva, sono quasi imperdonabili. Cerca sempre di mantenersi in movimento, nel vivo del gioco, ed è apprezzabile la sua determinazione, così come il senso della posizione in area. Gli manca però lo spessore dell'attaccante che ti sposta gli equilibri.
SUBENTRATI
VERRE 6- - La sua tecnica pregevole accende un po' un secondo tempo nuvoloso per il Palermo, e la sua propensione al gioco in verticale crea più di una situazione interessante. In fase di non possesso tuttavia diventa quasi un handicap per il centrocampo.
SEGRE 5,5 - Ingresso dinamico, potenzialmente prezioso, ma che alla fine produce poco o nulla. Cerca di farsi sentire, ma attacca di impeto, mancando di lucidità proprio quando alla squadra sarebbe servita
DIAKITÉ S.V.
HENRY S.V.
SARIC S.V.
Andrea Bosco