Qui Reggiana: mercato inedito e corposo, la certezza è Dionigi
Stabilità e consolidamento in Serie B, e il progressivo rinvigorimento di un organismo già rimesso in sesto dopo oltre 20 anni di tribolazioni. A Reggio Emilia si può respirare un sincero attaccamento alla realtà granata della Reggiana, che dopo un lungo galleggiamento in Serie C e un fallimento nel 2018, ha ritrovato salute aziendale e un intenso coinvolgimento ambientale grazie alla proprietà del sodalizio Amadei-Salerno-Fico, che ormai da 5 anni detiene saldamente e virtuosamente il controllo del club. La promozione del 2023, costruita con insistenza e perseveranza, ha restituito alla piazza quella cadetteria che per la tifoseria rappresenta una dimensione ideale, e che per due stagioni consecutive è stata difesa e mantenuta attraversando insidie spinose. Un rischio concreto di retrocedere la Reggiana lo ha corso nella stagione passata, con una serie di ben 10 giornate senza ottenere vittorie, e un esonero di William Viali che ha aperto la strada all'inserimento in panchina di Davide Dionigi; uno sprint di 4 vittorie nelle ultime 5 gare della regular season, tra cui un esaltante 2-3 in casa dei rivali modenesi, ha permesso ai granata di prolungare almeno per un'altra stagione la propria permanenza in Serie B.
E proprio con Dionigi alla guida la squadra darà il via al campionato 25/26, impostato con una decisa virata nell'allestimento dell'organico, rinnovato profondamente anche in virtù della scadenza di numerosi prestiti annuali. Salutati alcuni artefici dell'ultima salvezza, come il neorosanero Bardi, Sersanti e Lucchesi, il tecnico nato proprio a Reggio Emilia avrà a disposizione una rosa ampia, ancora in fase di assestamento in attesa di qualche accorgimento finale, ma che può contare su innesti solidi per la categoria e soprattutto quasi tutti di proprietà. I soli Mendicino e Tavsan rappresentano gli unici prestiti in una campagna trasferimenti che ha visto la Reggiana accogliere profili come il difensore Andrea Papetti e il centrocampista Massimo Bertagnoli, tra i numerosi svincolati dal Brescia, l'esterno Matteo Rover dal Sudtirol e il difensore Danilo Quaranta dalla Juve Stabia. L'ultimo arrivato in ordine temporale è Andrija Novakovich, robusto attaccante che costituirà la tanto ricercata alternativa al riferimento offensivo Cedric Gondo.
Al Barbera mister Dionigi proporrà il suo affezionato assetto 3-4-2-1, probabilmente speculare rispetto a quello con cui Inzaghi disporrà i suoi giocatori. Tra i pali il classe 2005 Motta è considerato il degno erede di Bardi, e sarà protetto da uno schieramento a 3 uomini, composto dal senatore Libutti e dai nuovi acquisti Papetti e Bonetti; la regia di Reinhart e il dinamismo di Bertagnoli saranno le armi a disposizione della mediana, con le corsie laterali occupate da Rover e Bozzolan, entrambi delle novità; la trequarti, rapida e fantasiosa, vedrà Marras e Portanova liberare spazi per le possibilità di finalizzazione che si creeranno per Gondo, che al Barbera, ormai 3 anni fa, si rese protagonista di una micidiale tripletta con la maglia dell'Ascoli.
Redazione