Qui Napoli: organico da paura, Conte vero leader

Qui Napoli: organico da paura, Conte vero leader

Il Napoli di Antonio Conte non ha certo bisogno di presentazioni. Nel 2023 il trionfo in Serie A sotto la guida di Spalletti, poi una stagione da risveglio traumatico, con allenatori e un decimo posto finale in campionato che ha convinto il patron De Laurentis a prendere delle misure speciali, nell'ottica di una svolta da attuare nell'immediato. Da qui la scelta di ingaggiare probabilmente uno degli allenatori migliori al mondo, ma soprattutto una figura dal carisma così travolgente da essere spesso chiamato a risollevare squadre col morale sotto i tacchi. E dopo l'avvio shock, con il 3-0 subito alla prima giornata al Bentegodi di Verona, i frutti del lavoro di mister Conte hanno iniziato a maturare, sotto forma di 3 vittorie consecutive e un pareggio in casa della Juventus. Una squadra che produce gioco, dalle individualità di altissimo livello, e capace di essere letale sfruttando varie soluzioni. 

L'organico a disposizione dell'ex tecnico di Juve e Inter è andato incontro a un netto rafforzamento rispetto alla stagione precedente, con alcuni colpi di caratura internazionale chiusi negli ultimi giorni di mercato. La difesa, che lo scorso anno senza Kim aveva risentito della mancanza di elementi di spessore, ha accolto Alessandro Buongiorno dal Torino, uno dei migliori centrali italiani e ora stabilmente nel giro della Nazionale di Spalletti; oltre a lui anche Rafa Marin, dal Real Madrid, e Leonardo Spinazzola per la corsia mancina. In mezzo al campo due innesti direttamente dalla Premier League: Scott McTominay, punto fermo del Manchester United per ben 8 anni, e Billy Gilmour, talentuoso regista direttamente dal Brighton e che probabilmente farà il suo esordio da titolare proprio stasera. Davanti, oltre a David Neres, funambolico esterno ex Ajax e Benfica, il colpo da 90 è stato senza dubbio il sostituto di Osimhen, partito direzione Galatasaray, e cioè Romelu Lukaku, pupillo di Conte, capace di farlo esprimere come mai altre volte in carriera, all'Inter. Aggiungendo questi nomi ad altri già presenti, come Lobotka, Kvaratskhelia, Anguissa, risulta superfluo ribadire come il Napoli sia una delle formazioni di Serie A di maggior qualità e profondità di rosa, e che senza impegni nelle coppe internazionali è una serissima candidata nella corsa Scudetto.

Contro il Palermo, comprensibilmente, Antonio Conte opterà per un ampio turnover, lasciando a riposo diversi uomini di punta e dando una chance a chi solitamente trova meno spazio; anche l'11 che probabilmente vedremo in scena al Maradona però resta un cliente scomodissimo per i rosanero, soprattutto dalla cintola in su. In porta confermato Caprile, soprattutto dopo lo stop forzato di Meret; dopo le prime uscite sperimentali, il mister azzurro ha abbondato l'idea della difesa a 3, tornando a un assetto a 4, con Mazzocchi e Spinazzola ad agire sugli esterni, e la coppia Juan Jesus-Rafa Marin che dovrebbe partire dall'inizio. Nella mediana a 2 spazio a Gilmour, affiancato presumibilmente dall'immancabile Lobotka, mentre il trio sulla trequarti, che agirà alle spalle dell'unica punta Simeone, dovrebbe essere costituito da Ngonge, Raspadori e David Neres.

Sono in totale 70 i precedenti che hanno visto affrontarsi Napoli e Palermo, e il bilancio è nettamente in favore dei partenopei, che hanno vinto 32 volte; 16 invece i successi per i siciliani, con 22 segni X. Le due squadre non si affrontano da ben 7 anni, dalla stagione 2016/17, quando, nello stadio allora ancora denominato San Paolo, il Palermo di Diego Lopez riuscì a strappare un punto agli azzurri di Sarri. Dovendo risalire, invece, all'ultimo trionfo rosanero nell'impianto di Fuorigrotta, si torna indietro fino al 1979, sempre in Coppa Italia, quando una doppietta di Citterio rese vano il gol di Savoldi