Qui Frosinone: Greco la medicina contro un avvio shock

Qui Frosinone: Greco la medicina contro un avvio shock

Quella col Frosinone non sarà mai una partita banale per i tifosi rosanero. Non lo è più stata dalla sera del 16 giugno 2018, quando al Benito Stirpe si disputò la nota e controversa finale di ritorno dei Playoff, quando i ciociari di Moreno Longo ribaltarono il 2-1 subito al Barbera contro i rosanero di Roberto Stellone. Una serata amara, frustrante, che ha provocato una ferita profonda nei cuori dei tifosi siciliani, per molti ancora aperta. Sono trascorsi più di 6 anni da quella partita, e il Frosinone, oltre alla successiva stagione di Serie A culminata con la retrocessione, ha portato a 3 il numero delle sue promozioni, dopo aver stravinto il campionato di B 2022/23 (quello del ritorno del Palermo in cadetteria) con Fabio Grosso in panchina. La guida di Eusebio Di Francesco per la massima serie, unita a un mercato composto soprattutto da giovani talenti, (Soulé, Barrenechea, Brescianini) sembrava poter essere quella adatta per ottenere finalmente una salvezza che, per larghi tratti della stagione, è stata alla portata. Un tracollo inatteso nel finale di campionato ha portato alla sportivamente tragica retrocessione dell'ultima giornata, con la sconfitta interna contro l'Udinese e il contemporaneo successo allo scadere dell'Empoli contro la Roma. Un ritorno in Serie B per molti versi inatteso, che ha costretto la società a ridimensionare temporaneamente il proprio progetto, con la ricerca di stabilità come priorità per impostare magari un futuro progetto di risalita.

I piani del Presidente Stirpe e del Direttore Angelozzi, però, non hanno trovato riscontri positivi in campo, e la scelta di affidare la panchina a Vincenzo Vivarini si è rivelata infruttuosa. Il mister abruzzese non è riuscito a replicare i risultati e le prestazioni di Catanzaro, e i miseri 6 punti nelle prime 9 di campionato gli sono costati la panchina. Un Frosinone sfiduciato, poco incisivo in avanti e fragile dietro, incapace di ottenere i tre punti e con un organico che, tra perdite importanti (Mazzitelli su tutti) e innesti ancora poco incisivi, non ha saputo incassare a dovere il colpo della retrocessione, come già accaduto negli anni a realtà simili, come Crotone e Spezia. L'inserimento di Leandro Greco, precedentemente allenatore della Primavera gialloblu, ha sicuramente portato qualche beneficio, soprattutto in termini di ordine e compattezza, ma la vittoria continua a mancare (unico successo stagionale l'1-2 di Cittadella) e i tre punti ottenuti dall'ex Sudtirol nelle sue prime tre uscite in panchina non sono stati sufficienti per lasciare l'ultimo posto in classifica. Allo Stirpe il Frosinone fatica a imporsi, e non è ancora riuscito a far esultare il suo pubblico al triplice fischio finale. Offensivamente inoltre solo il Cittadella ha fatto peggio, con 6 gol segnati contro i 7 dei laziali, con il solo Filippo Di Stefano capace capace di mettere a referto più di una rete.

Dopo la prestazione positiva di Catanzaro, Greco potrebbe riconfermare l'assetto difensivo a tre uomini, con Biraschi, Monterisi e Lusuardi che dovrebbe proteggere la porta di Cerofolini. In mezzo al campo il Frosinone dovrebbe sistemarsi a 5, uno schieramento che in stagione ha creato spesso problemi al Palermo, soprattutto per il lavoro dei quinti, che dovrebbero essere Oyono e Marchizza; a comporre la linea mediana pronti Gelli, Cichella e Darboe, autore di uno splendido gol lo scorso anno al Barbera con la maglia della Sampdoria. Davanti, in assenza di Partipilo e di punte di ruolo disponibili, il tandem Canotto-Kvernadze dovrebbe garantire dinamismo e assenza di punti di riferimento per i difensori rosanero, anche se nessuno dei due ha ancora timbrato il cartellino in campionato.