Qui Bari: duro a morire e DNA da pareggio
Una calda e appassionata sfida tra due squadre che simboleggiano l'ardente tradizione calcistica del sud non sarà mai banale. Specialmente nel bel mezzo dello slancio conclusivo della regular season, quando spesso l'opportunità di prolungare la propria stagione va conquistata punto su punto. Specialmente se le compagini in questione sono Bari e Palermo, due club e due piazze che raramente quando si affrontano fanno calare la tensione della competitività. E in un ambiente barese da tempo disilluso verso le reali ambizioni della proprietà, un successo contro i rosanero dopo oltre di 10 anni potrebbe riaccendere un lieve entusiasmo e alimentare la speranza di potersi giocare l'accesso ai Playoff con convinzione. Un campionato certamente di riscatto rispetto a quello precedente per il Bari, dopo aver sperimentato concretamente la possibilità di sprofondare in Serie C ai Playout contro la Ternana, e anche grazie a due campagne acquisti non scoppiettanti per cifre sborsate, ma certamente oculate, mister Moreno Longo è riuscito a modellare la fisionomia della sua squadra che in questa stagione si è dimostrata un cliente scomodo per chiunque. Un tecnico capace e preparato, che ha trasmesso ai suoi giocatori un atteggiamento solido, coriaceo, abbinato a un sistema di gioco spregiudicato, che sfrutta l'abilità tecnica di centrocampisti come Benali o Maggiore, le folate degli esterni come Dorval e il peso offensivo di attaccanti strutturati come Lasagna o Favilli.
Le statistiche raccontano di un Bari dotato di un impianto difensivo efficace; è infatti la terza miglior difesa della Serie B, alla pari del Sassuolo, con 33 reti subite, anche se di contro la produzione offensiva della squadra non si dimostra particolarmente prolifica: 36 reti messe a segne, il peggior dato tra le prime 10 attualmente in classifica, con una distribuzione delle marcature tendenzialmente equa (6 gol Lasagna, 5 Bonfanti arrivato a gennaio, 4 reti per Favilli e Dorval). A testimoniare la struttura robusta del Bari c'è la poca inclinazione alla sconfitta (7 KO stagionali, gli stessi del Pisa), ma con una smodata tendenza al pareggio, con il dato più alto della categoria, 17 segni X alla pari del Catanzaro. I biancorossi, reduci dal 3-3 in extremis di Catanzaro, mancano l'appuntamento coi 3 punti da ben 5 gare, avendo conquistato l'ultima vittoria lo scorso 22 febbraio, nello 0-1 di Mantova, mentre guardando alle sfide del San Nicola bisogna tornare addirittura al 2 febbraio, quando Favilli e Bonfanti confezionarono il successo sul Frosinone per 2-1.
Lo schieramento favorito da Moreno Longo è il 3-5-2, e prevederà, davanti al portiere Radunovic, uno schieramento a 3 probabilmente formato da Mantovani, Simici e Oberetin, una mediana composita per caratteristiche, con Maita, Benali e Maggiore, Favasuli e il temibile Dorval ad agire sugli esterni, mentre Lasagna e Falletti dovrebbero comporre un duo offensivo decisamente complementare.
Redazione