Tra il dire e il fare c'è di mezzo il Tribunale
Sembra quasi una settimana di pura normalità quella cominciata domenica sera in casa Palermo.
Sembra quasi una settimana di pura normalità quella cominciata domenica sera in casa Palermo.
Una vittoria di prepotenza tra le mura amiche di una diretta concorrente alla promozione, dove oltre al risultato rotondo, si è apprezzata una prestazione corale da grande squadra; lo scambio di auguri tra stampa e società alla “Missione di Speranza e Carità” di Biagio Conte, a cui il club rosanero ha donato 50 mila euro; l’annuncio di nuovi arrivi in attacco, direttamente dalla voce di Maurizio Zamparini, il quale, durante la stessa intervista, ha rilanciato l’ipotesi della cessione societaria a Frank Cascio, con cui “l’accordo sarebbe già arrivato se non fosse successo quello che è successo” ha detto il patron, con riferimento all’istanza di fallimento, materia di discussione in queste ore al Tribunale di Palermo.
Insomma, ad uno sguardo superficiale non può che apparire un clima disteso, positivo e proiettato al successo.
La realtà, purtroppo, è un’altra. In campo come in società.
Perché a Bari il Palermo ha vinto con i cerotti ben in vista in ogni reparto: Struna acciaccato, le assenze pesanti di Chochev e Murawski a centrocampo e quella ingombrante di capitan Nestorovski in attacco (a proposito del macedone, i più scettici si chiedono se la prossima volta che lo vedranno in campo, la maglia di Nesto-gol sarà rosa, oppure decisamente più scura, tendente al granata…).
Al San Nicola dunque è andato in scena uno spettacolo inaspettato: uno 0-3 contro una big di categoria come il Bari di Grosso, con tanti assenti illustri e qualche acciacco di troppo, ha superato ogni più rosea aspettativa dei tifosi. Con buona pace dei pugliesi che a tanta solidità e determinazione non hanno saputo, forse potuto, rispondere adeguatamente.
Il Palermo vince e conquista la vetta della classifica, gonfiando le vele in direzione serie A. Eppure il calore del tifo palermitano non è più percepito come una volta. In lotta tra sentimenti contrastanti, i sostenitori rosanero non hanno la possibilità di gioire per una vittoria così ampia senza prestare attenzione alle vicende extra-calcistiche.
Perché la realtà è un’altra anche in società: a sentire l’ex presidente, a gennaio arriveranno i rinforzi decisivi per il successo in campionato. Due punte, affari già chiusi in attesa dell’inizio della finestra di mercato. Poi i contatti quotidiani con Frank Cascio per la cessione del club rosanero, che sarebbe già arrivata senza istanze, Procure e Tribunali di mezzo.
Ma il rischio di un calciomercato bloccato c’è e non è un’ipotesi lontana, considerando che l’udienza di sabato 16 potrebbe essere la seconda ma non l’ultima.
Con il manager italo-americano ci saranno anche i contatti giornalieri, e l’accordo sarà stato anche ad un passo prima del caos giudiziario, ma a queste condizioni, con il Palermo impegnato nelle aule del Tribunale, risulta proprio difficile credere ad un closing (parolina magica) in tempi brevi. Anche qui, la gioia dei supporter rosa resta strozzata in gola: si parla di cessione mentre la società è a rischio fallimento.
Non si può dar torto a quei tifosi disillusi, più che scettici, che non credono più alle parole, nella perpetua attesa dei fatti. Si spera in un cammino in continuità con questo girone d'andata, che ha dato più soddisfazioni che dolori, e al contempo si prova ad allontanare lo spettro di una sentenza che potrebbe riportare la città a trenta anni fa.
Il bivio comincia a vedersi in lontananza: un nuovo inizio, con nuovi proprietari e magari nuovi calciatori già a gennaio? O una nuova fine, con la sentenza che nessuno si augura già a dicembre?
Redazione